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Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
6 ott 2017
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Zilli guarda al futuro con un nuovo azionista di minoranza

Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
6 ott 2017

Il tribunale del commercio di Lione rimette Zill sui binari. Il 3 ottobre, al termine del periodo di osservazione stabilito, la maison del lusso ha infatti ottenuto il via lbera per il suo progetto di riorganizzazione. Le garanzie che hanno rassicurato il tribunale sono soprattutto quelle apportate da Arnaud Marion, specialista di ristrutturazioni aziendali, che entra nel capitale con una quota del 38%, consentendo alla griffe maschile di fare un grande passo avanti verso l’obiettivo di riduzione del debito.

Una boutique Zilli


In seguito a un forte decremento delle vendite in Russia e nell’Europa dell’Est a partire dal 2014, Zilli ha visto il suo fatturato crollare nel 2015. La situazione ha portato l’azienda ha chiedere la protezione del tribunale nell’estate 2016, attivando al contempo un piano di salvaguardia degli impieghi. È in quel periodo che Arnaud Marion, conosciuto per i suoi interventi presso Doux, al Lido o ancora presso Arc International, ha iniziato a fare da consulente per la famiglia Schimel, fondatrice di Zilli.

Tramite la sua società, la Marion & Partners, Marion ha creato Welovezilli, l’entità attraverso la quale entra nel capitale della griffe di Lione, come contropartita della capitalizzazione dei debiti riacquistati alle banche. Arnaud Marion lavorerà in tandem con Laurent Schimel, figlio del fondatore.

L’obiettivo di Alain Schimel, che ha fondato la maison nel 1965, è di “concentrarsi sulla strategia e sullo sviluppo commerciale”, ossia di avviare una fase di rilancio. Se il brand conta oggi 62 punti vendita, di cui otto di proprietà, Zilli intende concentrare le attività retail sui flagship di Parigi, Milano, New York e sul suo corner da Harrods.

La maison punta anche sullo sviluppo in Russia, suo mercato storico che ha “tradito” il brand qualche anno fa, grazie a un nuovo contratto di distribuzione esclusivo siglato con il gruppo Mercury nel 2016. Due boutique sono già state aperte a Mosca, un flagship è previsto per il mese di novembre e un quarto store è nei programmi.

Zilli intende puntare anche sul travel retail, con un corner nell’aeroporto di Istanbul, che segue le aperture di spazi a Nizza, Vienna e Mosca, e sul lancio della sua linea di occhiali, la cui prima collezione è stata commercializzata per la primavera 2017. Un piano di rilancio che è stato dunque validato dal tribunale, ma anche dal comitato aziendale, e che consente al brand di proiettarsi verso il futuro.

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