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Pubblicato il
9 feb 2010
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Zale alla ricerca di innamorati per il giorno di San Valentino

Pubblicato il
9 feb 2010

NEW YORK, 9 feb 2010 – La catena di gioielleria statunitense Zale Corporation nel giorno di San Valentino deve assolutamente conquistare il cuore dei suoi clienti più innamorati per rimanere a galla, ma potrebbe non avere le risorse per farlo.


Anelli Zale

Zale, la più grande catena di negozi di gioielleria del Nord America con circa 1.900 store, non è riuscita a giovarsi della significativa ripresa economica del settore a seguito delle vacanze natalizie e sta mettendo a dura prova la pazienza di fornitori e creditori.

Entrando nel critico periodo di San Valentino (il terzo più grande evento dell'anno per questo settore) giusto poco tempo dopo aver licenziato diversi alti dirigenti, incluso il suo CEO, l'azienda americana suscita negli osservatori e negli addetti ai lavori seri dubbi e perplessità riguardo alla propria situazione finanziaria.

Zale ha concluso infatti in perdita sette degli ultimi otto trimestri e ha fatto registrare un calo del 12% nelle vendite nel periodo delle vacanze. L'incrinarsi della sua disponibilità di liquidi sta mettendo un freno alla possibilità per la catena con sede a Dallas di mettere insieme una campagna pubblicitaria degna di questo nome.

Zale sta offrendo sconti online – per esempio il 75% in meno per un pendente di diamanti a forma di cuore - per attirare acquirenti, e sta maggiormente utilizzando staff part-time, ma questo potrebbe aver allontanato quei clienti che preferiscono attenzioni individuali personalizzate e più curate. Inoltre la società ha abbassato i livelli di inventario disponibile del 10% nell'anno appena trascorso, per far fronte al calo delle vendite. Poco prima di Natale, Zale ha cancellato alcuni ordini con fornitori e ha dilazionato dei pagamenti, mentre alcuni suoi vendors hanno ridotto i loro termini temporali di credito a suo favore. La mediocre performance di dicembre poi, ha sollevato più di un punto interrogativo sulle prospettive dell'azienda a lungo termine.

La società è ora schiacciata fra Tiffany & Co sul versante dei beni più costosi, e i Wal-Mart Stores dal lato dei prodotti più cheap. Continua anche la spietata e accanita concorrenza con la sua rivale storica Signet, che gestisce la catena Kay Jewelers, e che ha visto crescere le sue vendite nel periodo natalizio del 7,6%.

A fine ottobre 2009, Zale disponeva di contanti per 24 milioni di dollari, 31,7% in meno rispetto a un anno prima. Ha inoltre altri 129 milioni di dollari disponibili attraverso una linea di credito aperta per 600 milioni che scadrà nell'agosto 2011.

Ma Zale deve mantenere sempre la somma disponibile almeno al di sopra di 50 milioni di dollari, altrimenti vedrà saltare il suo accordo.

Non è ancora chiaro di quanto contante Zale disponga. In Novembre sembrava avere ancora in serbo numerose frecce al suo arco, visto che ha offerto 755.000 dollari per riacquistare il nome commerciale di Bailey Banks & Biddle (l'unità dedicata al mondo del lusso che precedentemente possedeva) ad un'asta fallimentare tenuta da Finlay, anche se alla fine ha perso l'asta, vinta da una società rivale.

Phil Wahba e Emily Chasan (Edito da Gianluca Bolelli, fonte: Reuters)

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