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Pubblicato il
25 gen 2013
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Who's Next Paris: presenze calate causa neve

Pubblicato il
25 gen 2013

Gli organizzatori del Who’s Next Paris non potevano certo prevedere di subire un calo dell'11% del dato dei visitatori, anche se calcolato su tre giorni, mentre l'anno scorso furono quattro le giornate di fiera. Ma peggio ancora di dover sopportare una diminuzione del 19% dei francesi, del 23% degli inglesi, del 17% degli spagnoli, del 15% degli italiani e del 7% dei tedeschi. Fortunatamente, gli asiatici sono aumentati del 9,2%.

Il settore Fame


Il motivo principale addotto da Bertrand Foache, cofondatore di WSN Développement, organizzatore di Who’s Next Paris, è il meteo, con fitte nevicate che hanno interessato la Francia sin dal venerdì sera. Gli espositori si aspettavano un calo delle presenze, ma certo non dovuto a questi motivi e non di tali dimensioni.

Bertrand Foache ha voluto specificare che il “risentimento” percepito nel salone è stato alquanto diverso da stand a stand, fra corridoi sufficientemente pieni e vari stand dove si è lavorato poco.

La stessa configurazione del salone, con la sua nuova organizzazione (Mr Brown tornato al pianterreno, gli accessori riuniti al 7.2, Private diviso in vari padiglioni, ecc.) è stata piuttosto apprezzata dagli espositori. Alcuni visitatori sembravano invece un po' persi. Bertrand Foache promette una stabilità del piano organizzativo interno nelle sue grandi linee per le prossime manifestazioni, dopo due stagioni di cambiamenti a causa dei lavori di adeguamento a seguito della fusione di Who’s Next e di Prêt-à-Porter Paris.

Il settore Mr Brown


La soddisfazione più grande per quanto riguarda l'ubicazione dei settori è stata determinata dal ritorno di Mr Brown al piano terra. Sia gli espositori che i visitatori hanno tangibilmente apprezzato di potersi incontrare in un luogo più visibile.

Tuttavia, ancora una volta il settore maschile di Who’s Next ha lasciato dei dubbi. Alcuni espositori sono stati sorpresi dalla eterogeneità dei marchi presenti, in quanto si andava da marchi affermati a giovani label, passando per brand che in precedenza si trovavano nella grande distribuzione.

Più apprezzato, e comunque più dinamico, è stato lo spazio misto Sir Brown, che si avvaleva della presenza di marchi giovani internazionali. Il settore ha apportato un tocco di creatività (Niyazi Erdogan) e un tono insolitamente anticonformista (Aloha from Deer), entrambi benvenuti in questo periodo un po' agitato.

Jean-Paul Leroy, con Bruno Joly, Anais Lerévérend, Olivier Guyot, Matthieu Guinebault, Sophie Chaudey e Sarah Ahssen (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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