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Gianluca Bolelli
Pubblicato il
30 giu 2016
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VF Corp vende 7 For All Mankind agli israeliani di Delta Galil

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
30 giu 2016

Quando si parla del gruppo VF Corp, vengono subito in mente i successi di marchi come The North Face, Vans e più di recente Timberland. Le capacità di acquisizione, d'integrazione e di sviluppo di brand del gigante americano sono lodate da sempre.

7 For All Mankind passa in mani israeliane, e il gruppo VF Corp deve incassare una pesante minusvalenza - 7 for all mankind


In questo senso, l'annuncio della vendita di 7 For All Mankind suona ancora di più come uno smacco. Il gruppo statunitense ha infatti ufficializzato la cessione in blocco dell'insieme del suo polo di marchi 'Contemporary' (costituito dal marchio di jeans premium, e anche da Splendid e dal prêt-à-porter femminile di Ella Moss) al gruppo israeliano Delta Galil. Con questo accordo, del valore di 120 milioni di dollari, lo specialista della produzione di biancheria intima (licenze Lacoste, Puma…) amplia nettamente il suo raggio d'azione. Delta Galil è un gruppo ambizioso, che ha superato il miliardo di dollari di fatturato nel 2015.

La cifra incassata per i tre marchi è molto lontana da quella spesa per la loro acquisizione. Nel 2007, per comprare 7 For All Mankind da un fondo e dal suo fondatore Peter Koral, che aveva lanciato la griffe nel 2000 a Los Angeles, VF Corp ha sborsato 775 milioni di dollari. Dopo aver comprato azioni della casa madre di Splendid ed Ella Moss (Mo Industries) nel 2008, il gruppo ha acquistato i due terzi della società, di cui non era proprietario, per 161 milioni di dollari nel 2009. Insomma, un investimento totale vicino al miliardo di dollari.

L’ambizione iniziale del gruppo, già proprietario di Lee e Wrangler, era di sviluppare una rete di negozi e delle categorie di prodotti a livello globale per 7 For All Mankind e di spingere sul segmento contemporary premium con Splendid ed Ella Moss. Ma come quasi tutti i marchi di jeans di alta gamma, 7 For All Mankind, che conta ancora su 120 punti vendita, principalmente diffusi in America del Nord e in Europa, ha visto scemare l'appetito dei consumatori nei confronti dei suoi prodotti.

Nel 2010, la divisione, che a quell'epoca comprendeva anche il marchio John Varvatos (ceduto nel 2012 a Lion Capital), realizzava un giro d'affari di 443 milioni di dollari. Nel 2015, il suo fatturato era sceso a 344 milioni di dollari. Ma è soprattutto la redditività del segmento che è crollata, scendendo dai quasi 39 milioni del 2013 a meno di 6 milioni l’anno scorso. Nel quarto trimestre del 2015, il gruppo aveva rivisto al ribasso il valore dei tre brand e aveva annunciato la volontà di “avere uno sguardo proattivo sulla composizione del proprio portafoglio". D'ora in poi, il gruppo andrà dunque a focalizzarsi sui segmenti 'Outdoor & Action Sports', 'Jeanswear' e 'Imagewear', mentre il brand Nautica si ritrova da solo a rappresentare il polo 'Sportswear'.

La transazione con Delta Galil dovrebbe essere finalizzata il prossimo autunno.

Olivier Guyot (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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