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3 nov 2010
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Tranoï Seul, un debutto tra luci e ombre

Pubblicato il
3 nov 2010

3 nov 2010 - Dal 23 al 25 ottobre scorsi, venti marchi riuniti sotto la bandiera del Tranoï hanno calcato il suolo coreano. Una primizia per il salone parigino, che mai aveva varcato i confini della capitale.

Tranoï
Il "Kring" di Seul, il museo d'arte contemporanea dove si è svolto il Tranoï

Malgrado tante buone intenzioni e l'effervescenza generata dalla Fashion Week che si è svolta in concomitanza in città, il salone, ad essere onesti, non ha propriamente attirato le folle che invece hanno seguito con attenzione gli show presentati al Kring, il "Beaubourg" di Seul. Eppure, la selezione di provata qualità di brand internazionali era alquanto intrigante. Tra i dieci marchi coreani e gli altri dieci "stranieri", erano in venti a presentare la loro collezione primavera-estate 2011.

Così, a fianco della label francese Yrusha, che alla fine ha trovato più buyer "stranieri" che coreani, abbiamo trovato le aziende italiane Drome e Cristiano Burani, il marchio inglese Bolongaro Trevor o quello spagnolo Laura B. (tutti membri del "team Tranoï", che gestisce ad oggi un portafoglio di 500 marchi), che sono globalmente rimasti spettatori dell'avvenimento in termini di vendite. Anche se comunque, alcuni contatti sono stati allacciati qua e là con diversi compratori di negozi multimarca locali di tendenza, come per i brand Rosa Maria o Barbara Bela.

Tra le corsie e i corridoi, tutti erano però d'accordo nel dire: "i buyer coreani si spostano verso Parigi". Non troppo velatamente si confessava: "i compratori che pensavamo di incontrare non sono venuti". In sostanza, che fossero francesi, tedesche o di Los Angeles, le aziende presenti cercavano in misura maggiore l'operazione di ritorno in termini di comunicazione e d'immagine presso il pubblico coreano. E anche se alcuni brand dispongono già di punti vendita a Seul, l’obiettivo era lo stesso: rafforzare la loro diffusione presso la clientela locale, che costituisce un buon pubblico fashion il quale non è rimasto insensibile alla selezione di etichette nazionali presentate al Tranoï, tipo Jardin de Chouette, Juun J, Studio K oppure ancora Kaal E.Suktae. Per queste ultime, si è trattato di un'ottima occasione per accrescere il loro spessore e la loro popolarità presso il pubblico autoctono.

Emilie-Alice Fabrizi (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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