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Pubblicato il
21 set 2017
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Stefanel: con l’aumento di capitale di 10 milioni di euro comincia ufficialmente l’era Oxy-Attestor

Pubblicato il
21 set 2017

Prima assemblea straordinaria degli azionisti il 21 settembre nell’ambito del percorso di risanamento di Stefanel S.p.A., che porterà ufficialmente all’ingresso dei nuovi investitori designati (congiuntamente il fondo Attestor e la management company Oxy Capital tramite il fondo Trinity) nel capitale della società con una quota pari al 71%, e non al 75% come precedentemente comunicato (ricordiamo che il rimanente è ancora nelle mani di Giuseppe Stefanel, che guida l’azienda dal 1970, ed è il figlio del fondatore Carlo Stefanel, che ha creato la società nel 1959), sostanzialmente salvandola dal fallimento e dalla liquidazione.

Stefanel, AI 2017/18. Camicia sablé in viscosa stampata. - Stefanel


L’assemblea ha preso atto della situazione patrimoniale di al 30 giugno scorso di Stefanel, dalla quale emerge un patrimonio netto negativo per oltre 21,7 milioni di euro (il 2016 è stato chiuso con una perdita netta di 25,3 milioni e 134 milioni di ricavi) e ha poi deliberato un aumento del capitale sociale di 2,8 milioni di euro con sovrapprezzo di 7,2 milioni di euro, e quindi per l'importo complessivo di 10 milioni mediante l'emissione di 206.944.327 azioni ordinarie al prezzo unitario di euro 0,0483 (di cui euro 0,0135 da destinare a capitale ed euro 0,0348 da destinare a riserva sovrapprezzo) da offrire in via riservata alla società River Tre S.p.A., e quindi con esclusione del diritto di opzione a favore degli attuali azionisti.
 
Verranno anche emessi, entro il 31 dicembre 2017, 15 milioni di strumenti finanziari partecipativi per un importo complessivo di di altrettanti 15 milioni di euro nominali, denominati SFP Stefanel, disciplinati dal regolamento allegato allo statuto della società, per formarne parte integrante e sostanziale, destinati all’esclusiva sottoscrizione da parte di River Tre S.p.A. per 13,5 milioni di euro e delle banche Monte dei Paschi di Siena S.p.A., Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Cassa di Risparmio del Veneto S.p.A., Veneto Banca S.p.A. in l.c.a., Banco BPM S.p.A., Banca Popolare di Vicenza S.p.A. in l.c.a. e Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. per 1,5 milioni di euro.

L’assemblea ha poi proceduto alla copertura delle perdite complessive per oltre 38,2 milioni come segue: più di 16,1 milioni, mediante utilizzo di poste economiche attive derivanti da stralci dei debiti della società; 7,2 milioni mediante l’utilizzo del corrispondente importo della riserva sovrapprezzo proveniente dall’esecuzione dell’aumento di capitale di cui sopra al punto; infine, oltre 14,9 milioni mediante l’utilizzo del corrispondente importo della riserva strumenti finanziari partecipativi che proviene dall’aemissione degli SFP Stefanel di cui sopra. Il tutto senza ridurre il capitale sociale.
 
L’assemblea ha anche provveduto a nominare fin da ora dei liquidatori nel caso queste procedure non andassero a buon fine (ma è solo una precauzione tecnico-legale, ricorda Stefanel nel comunicato).
 
Ricordiamo che per rilanciare il brand di abbigliamento femminile prêt-à-porter specializzato nella maglieria, il nuovo management punta su un posizionamento prodotti di fascia media ('affordable quality'), adatti a donne tra i 35 e i 50 anni, lontano dal recente spostamento verso il lusso che ha messo nei guai la società, ma anche dalla concorrenza dei marchi di fast fashion come Zara e H&M, e punterà sullo sviluppo del canale wholesale passando anche per un ridimensionamento della rete retail. Nei piani anche la riduzione del peso dei fornitori cinesi, riportando una parte della confezione dei prodotti in Europa (Italia, Turchia, Romania).

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