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SMI e INDICAM con le associazioni del tessile-moda francesi contro la contraffazione

Pubblicato il
today 4 dic 2014
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Claudio Marenzi, Presidente di Sistema Moda Italia, con Mario Peserico, Presidente INDICAM, hanno sottoscritto il 3 dicembre a Bruxelles presso la sede di Euratex, insieme ai presidenti delle associazioni del tessile-moda francesi UNIFAB e UIT, il “Memorandum of Understanding”, documento che raccoglie le tematiche più urgenti da affrontare in sinergia in tema di anticontraffazione.

I firmatari dell'accordo “Memorandum of Understanding”


Per il settore tessile-moda italiano è estremamente importante la firma del Memorandum of Understanding, soprattutto per tre motivi:

​- ​è condiviso dalle principali associazioni italiane e francesi del settore tessile e moda (il settore tessile moda solo in Italia e Francia realizza 75 miliardi di euro e offre lavoro a più di 500.000 dipendenti);

​- ​avviene durante il semestre italiano di Presidenza Europea per cui per Sistema Moda Italia è particolarmente importante lanciare, in questo momento, i messaggi contenuti nel Memorandum;

​-​ contiene le priorità ​ritenute più importanti in tema di lotta alla contraffazione e tutela dei diritti di proprietà intellettuale (rafforzamento normativa e controlli, maggiore efficacia delle decisioni giudiziarie, sensibilizzazione dei consumatori, cooperazione tra le autorità competenti a livello europeo, intensificazione la lotta alla contraffazione su internet).

Il settore tessile-moda rimane tra i più colpiti dalla contraffazione, un fenomeno socio-culturale in continua crescita, che deve essere arginato.

Alcuni articoli contraffatti sequestrati dalla GdF


Anche in Italia, la domanda di tale prodotto è ancora troppo elevata. Soprattutto tra i giovani, la violazione dei diritti di proprietà intellettuale non viene percepita come un reato e come un danno, bensì come lo strumento che consente di acquistare ad un prezzo accessibile beni che, altrimenti, non si potrebbero possedere.

Ma gli effetti negativi della contraffazione sono molteplici per tutti:
1 - furto per le imprese colpite (furto del valore del loro marchio con danno economico diretto, furto della loro reputazione con danno di immagine, furto di ricerca e creatività);
2- danni economici diretti allo Stato e alla collettività: evasione fiscale e contributiva;
3 - crimine contro la società civile: per la criminalità organizzata è una remunerativa area di investimento (al pari allo spaccio di droga, alla gestione della prostituzione e del gioco d'azzardo) visto che, con minor rischio garantisce un enorme flusso di denaro;
4- rischio per la salute, dovuto alla presenza di residui di sostanze pericolose vietate ma utilizzate nelle produzioni di prodotti illegali. Consiste principalmente in pericolose dermatiti da contatto e sensibilizzazioni cutanee.

Secondo le stime dell’OCSE, l’8% del commercio mondiale è costituito da merci contraffatte e, in Italia, la contraffazione è un’industria non legale che vale oltre 7 miliardi di euro e la sua sconfitta garantirebbe circa 130.000 unità di lavoro aggiuntive (dati Censis).

Quasi il 70% dei sequestri totali operati dall’Agenzia delle Dogane e dalla Guardia di Finanza nel quinquennio 2008-2012 è composto da prodotti afferenti i capi di abbigliamento, gli accessori di abbigliamento e le calzature.

La lotta alla contraffazione e la tutela dei diritti di proprietà intellettuale costituiscono una priorità per Sistema Moda Italia, che da sempre è molto impegnata su questo fronte sia attraverso attività di consulenza alle aziende associate sia con un'intensa attività di lobby nei confronti del Governo italiano e delle istituzioni italiane e straniere, anche in sinergia con Euratex di cui è parte.

E' dilagante il fenomeno della contraffazione online - Foto: Apcom


Sistema Moda Italia sta concentrando i propri sforzi contro il dilagante fenomeno della contraffazione online. Recentemente è stato sottoscritto un protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza per una lotta condivisa.

Gli abusi compiuti in rete rappresentano un fenomeno che deve essere affrontato in maniera radicale sia a livello di best practice condivise tra titolari di diritti di proprietà intellettuale e operatori sul web, sia con interventi normativi nazionali, comunitari e transnazionali.

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