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Pubblicato il
30 set 2012
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Sixty Group cerca di evitare il fallimento

Pubblicato il
30 set 2012

In crisi dal 2007, il gruppo italiano di moda giovane (Miss Sixty, Energie, Killah, Murphy&Nye e RefrigiWear) non sembra uscito dal tunnel nonostante sia stato acquisito a maggio dal fondo d'investimento asiatico Crescent HydePark. Testimonianza del malessere che vige in azienda è stata l’ennesima assemblea che si è svolta giovedì presso lo stabilimento di Chieti. Di fronte ad una situazione che è andata peggiorando nelle ultime settimane, è stato organizzato un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso 20 settembre, in presenza dei dirigenti dell’azienda, dei sindacati, dei legali della nuova proprietà e delle rappresentanze locali (Regione, Provincia, Comune), ma è sfociata in un nulla di fatto.



La direzione di Sixty non ha avuto altra scelta che chiedere al tribunale di Chieti il concordato preventivo per evitare il fallimento. Secondo la nuova legge Passera sul diritto fallimentare, l’azienda può “accedere immediatamente alle protezioni previste dalla legge fallimentare, presentando una semplice domanda di concordato preventivo”, ottenendo “sin dalle primissime fasi della procedura l’erogazione di nuova finanza interinale”, e congelando così i debiti. Nell’ambito del concordato preventivo il gruppo Sixty, che ha debiti per oltre 250 milioni di euro, nominerà un tecnico per valutare se l’azienda è nelle condizioni di proseguire le attività e per lavorare, se possibile, ad un nuovo piano industriale. Il giudice dovrà poi pronunciarsi con un consulente accertatore sulla reale fattibilità del piano industriale.

Per i circa 400 dipendenti è scattata intanto la cassa integrazione. “Tutte le attività sono bloccate perché l’impresa non riesce più a pagare i fornitori. I nuovi proprietari non hanno ancora fatto chiarezza sulle loro intenzioni”, indica Marino D’Andrea, uno dei rappresentanti del personale.

L’incertezza sull’avvenire dell’azienda è notevole, tanto più che Crescent HydePark ha acquisito di fatto Sixty International, società con sede in Lussemburgo detentrice di tutti i marchi del gruppo, mentre gli stessi marchi sono gestiti dalla Sixty SpA di Chieti. Il contratto di gestione dei marchi che lega Sixty International a Sixty SpA arriva in scadenza a fine anno: “La paura è che il contratto non sia rinnovato e questo ci fa pensare che siamo di fronte a un fallimento guidato”, conclude Marino D’Andrea.

Il tribunale di Chieti dovrebbe decidere entro una settimana se accordare il concordato preventivo. È stata inoltre convocata una nuova riunione presso il Ministero dello Sviluppo Economico per il 16 ottobre.

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