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Pubblicato il
11 dic 2012
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Sergio Tacchini sta definendo un piano di ristrutturazione

Pubblicato il
11 dic 2012

Sergio Tacchini naviga in brutte acque. Colpito in pieno dalla crisi, il marchio acquisito nel 2007 dall’imprenditore e investitore cinese Billy Ngok, sta definendo un piano di ristrutturazione. L’allarme è stato lanciato dai sindacati, che temono la chiusura imminente della sede di Sergio Tacchini a Bellinzago Novarese in Piemonte.

L’azienda ha previsto di licenziare 42 persone sulle 55 attualmente impiegate in questo stabilimento, che riunisce tra gli altri l’ufficio stile, la prototipia e la prima fase di controllo del prodotto. “È stata aperta una procedura di mobilità per 42 addetti”, conferma l’azienda. Quest’ultima indica inoltre che le collezioni per l’estivo 2013 “non sono state prodotte”.

Sergio tacchini
Una polo Sergio Tacchini


«Abbiamo paura che tutta la struttura italiana venga smantellata e che il marchio sia gestito solo attraverso delle licenze. Rischia di non esserci più continuità nello stile. Oltre l’impatto occupazionale, andrebbe persa una grande esperienza, il know-how italiano e forse anche il marchio”, teme Domenico Turri, segretario provinciale del sindacato tessile della Cisl.

«Non c’è nessuna intenzione di chiudere l’azienda in Italia. Al contrario, l’obiettivo è di fare tutto il possibile per salvare questo marchio storico e mantenerlo in Italia. Si stanno cercando delle soluzioni ed è in fase di definizione un piano per la ristrutturazione aziendale, che dovrebbe essere presentato verso gennaio”, affermano nella sede di Sergio Tacchini.

Lo scorso settembre il marchio ha concluso un accordo pluriennale con l’agenzia di marketing americana IMG, che è diventata il suo agente per le licenze e gli accordi di sponsorizzazioni. “Si tratta semplicemente di una società di consulenza che ci sta aiutando a trovare delle licenze. L’obiettivo rimane quello di mantenere l’ufficio stile nello stabilimento di Bellinzago Novarese», sottolinea l’azienda.

Fondato nel 1966 dal campione di tennis Sergio Tacchini, il marchio ha saputo fin dall’inizio impostare una strategia vincente di marketing legandosi all’immagine dei grandi campioni dello sport. Ma con la crisi dei mercati è diventato sempre più difficile per la società far fronte ai colossi Nike e Adidas. Inoltre Sergio Tacchini ha subito un duro colpo recentemente con la perdita del suo testimonial Novak Djokovic, n° 1 mondiale del tennis, di cui era il principale sponsor dal 2009. Il giocatore serbo è passato in effetti lo scorso maggio alla concorrenza presso il marchio di abbigliamento giapponese Uniqlo.

Il brand conta oggi in Italia 13 negozi monomarca e 6 outlet, mentre un settimo outlet è stato chiuso in febbraio.

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