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Reuters
Pubblicato il
29 feb 2016
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Salvatore Ferragamo: il 2016 sarà simile al 2015, spazio per migliorare la redditività

Di
Reuters
Pubblicato il
29 feb 2016

In un anno che si prospetta molto simile a quello appena chiuso per l'intero settore del lusso, Ferragamo vede ancora spazio per migliorare la redditività e guarda con fiducia all'evoluzione dei mercati dell'area Asia Pacifico, dove continuerà a fare poco meno del 40% del fatturato. Lo ha detto l'AD Michele Norsa a margine della sfilata per la donna autunno/inverno.

Salvatore Ferragamo - Fall-Winter2016 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


"Penso che il 2016 sarà simile al 2015, fortemente influenzato da fattori geopolitici, dalla fluttuazione delle valute e da una generale instabilità, che dovrebbe però migliorare nella seconda parte dell'anno", ha detto citando ad esempio il referendum in Gran Bretagna per la permanenza nell'UE e le elezioni presidenziali negli USA.

Troppo presto, secondo il manager, per dare indicazioni sulle vendite di inizio anno anche se a Milano "cresciamo a doppia cifra", mentre a Hong Kong la situazione resta "debole".

"Noi realizziamo il 36/38% del fatturato in Asia-Pacifico, che vuol dire anche Australia dove facciamo +30%, Thailandia dove c'è un forte flusso di cinesi e Giappone, che resta solido: c'è una redistribuzione in corso con Hong Kong che perde importanza e altre regioni che acquistano maggior peso", ha spiegato Norsa, sottolineando che il peso complessivo della regione rispetto all'intero fatturato rimarrà sostanzialmente stabile nel 2016.

Tenuto comunque conto che "il lusso è un mercato che probabilmente nel futuro crescerà meno di quanto ha fatto negli ultimi cinque anni", il focus del gruppo è più che mai quello della redditività, ha sottolineato l'AD: "c'è ancora spazio per migliorare, in parte sfruttando i vantaggi dei cambi, in parte lavorando sull'efficienza della gestione. Penso che i mercati si aspettino questo da noi e noi abbiamo sempre superato le aspettative".

Interpellato infine sulla nuova tendenza della "fase fashion" che punta ad accorciare drasticamente i tempi tra presentazione dei capi e vendita (il cosiddetto "see and buy"), Norsa ha detto che come esiste una differenza tra fast food e alta cucina, così è nella moda e che che non a caso i paesi a spingere in questa direzione sono quelli in cui non c'è la produzione. "È una richiesta va ascoltata ma con grande prudenza. Si può lavorare sui tempi, ma non si possono comprimere troppo se si vogliono prodotti di alta qualità".

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