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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
2 feb 2017
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Safilo potrebbe superare la perdita delle licenze di LVMH, secondo l'AD Delgado

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
2 feb 2017

Safilo sarebbe capace di compensare un'eventuale perdita dei suoi contratti di licenza con LVMH, siglando delle nuove licenze e sviluppando i propri brand, secondo l'amministratore delegato del gruppo veneto, Luisa Delgado.

“Safilo può riorganizzarsi non solo in modo da sopravvivere, ma anche di svilupparsi, pure senza LVMH”, ha precisato la CEO Luisa Delgado, in un'intervista all'agenzia Reuters.


L'azione di Safilo ha sofferto in Borsa la scorsa settimana a seguito di un rapporto che annunciava la possibile acquisizione di una partecipazione da parte del colosso francese del lusso nel capitale del rivale Marcolin, che di conseguenza potrebbe vedersi affidate le licenze attualmente detenute da Safilo, e che rappresentano vendite per 340 milioni di euro.

Safilo ha recentemente rinnovato l'importante licenza di Dior con LVMH fino al 2020, ma ha anche annunciato la perdita di Céline, altro marchio del colosso Louis Vuitton Moët Hennessy, dal prossimo anno. Le licenze di Givenchy, Fendi e Marc Jacobs avranno invece scadenza tra il 2021 e il 2024.

“Safilo può riorganizzarsi non solo in modo da sopravvivere, ma anche di svilupparsi, pure senza LVMH”, ha precisato la CEO Luisa Delgado, in un'intervista all'agenzia Reuters. “Il nostro core business si trova nei nostri marchi di punta e nel fatto di essere dei buoni partner licenziatari, flessibili e con cui si lavora facilmente. Riceviamo due o tre proposte alla settimana”, ha aggiunto poi la manager dallo showroom milanese del gruppo.

Il settore dell'occhialeria sta subendo una grande trasformazione. Luxottica ha recentemente annunciato la sua fusione con il gruppo francese Essilor, il principale produttore europeo di lenti. Un'operazione stimata essere di 4 miliardi di euro. Questa fusione, nell'aria da molto tempo, fa seguito alla decisione di Kering, presa nel 2014, di internalizzare l'attività nel settore dell'eyewear allo scopo di aumentare i propri margini.

A tal fine il gruppo francese ha installato la filiale Kering Eyewear a Padova, che è anche il luogo dove trova la sede di Safilo, e ha trasformato la licenza di Gucci del valore di 350 milioni di euro, detenuta da Safilo, in un contratto di produzione di quattro anni a partire dal 1° gennaio scorso.

Un modello di occhiali Oxydo - Safilo


Mais Luisa Delgado ha spazzato via ogni speculazione riguardante l'esistenza di pressioni su una possibile fusione: “Siamo un bersaglio attraente (...), ma vogliamo restare indipendenti, italiani e quotati a Milano”, ha dichiarato.

La dirigente ha aggiunto che, se l'avvicinamento delle attività riguardanti le montature e le lenti ha un senso, tale obiettivo potrebbe essere raggiunto attraverso delle partnership: “Non c'è bisogno di una fusione”. “Abbiamo già perduto delle licenze in passato e abbiamo compensato le vendite corrispondenti”.

Bernard Arnault, il PDG di LVMH, ha dichiarato la scorsa settimana che il gruppo svelerà la sua nuova strategia nell'occhialeria più avanti nel corso di quest'anno, e non ha voluto commentare le voci riguardanti la potenziale operazione con Marcolin.

Fondato nel 1934, Safilo è il secondo produttore mondiale di occhiali, con vendite per 1,3 miliardi di euro nel 2015, contro i 9 miliardi di euro di Luxottica. Luisa Delgado, arrivata in Safilo nel 2013 per sostituire l'ex AD Roberto Vedovotto, approdato da Kering Eyewear, prevede di portare al 40% la proporzione delle vendite generate dai marchi di proprietà del gruppo entro il 2020.

Luisa Delgado ha aggiunto che la riorganizzazione dei cinque marchi del gruppo (Safilo, Polaroid, Carrera, Smith e Oxydo) ha avuto bisogno di più tempo di quanto inizialmente previsto. “La crescita dei nostri brand non è ancora evidente (...), ma le sue fondamenta sono state posate e i risultati seguiranno. Le stelle si stanno allineando”, ha dichiarato.

Occhiali della collezione Elie Saab, recentemente svelata da Safilo - Safilo


La massima dirigente del gruppo veneto ha anche aggiunto che Safilo potrebbe ampliare il suo portafoglio marchi grazie ad un'acquisizione: “Siamo costantemente in cerca; siamo compratori, non venditori”. Gli analisti stimano che la statunitense Maui Jim, la danese Lindberg e l'austriaca Silhouette potrebbero essere dei bersagli interessanti.

A fine giugno dello scorso anno, Safilo disponeva di 72 milioni di euro di liquidità e di un debito netto di 103 milioni di euro. L'anno prossimo il gruppo dovrebbe ricevere un terzo e ultimo versamento di 30 milioni di euro da parte di Kering, a titolo di risarcimento per la perdita della licenza di Gucci.

L'ultima acquisizione effettuata da Safilo è quella del marchio Polaroid nel 2012, per 88 milioni di dollari, finanziata in parte da un aumento di capitale di 44 milioni di euro da parte del suo principale azionista, il fondo d'investimento olandese HAL Holding. HAL Holding, che ha preso il controllo di Safilo dalla famiglia Tabacchi nel 2009, è un azionista a lungo termine, secondo Luisa Delgado.

Versione italiana di Gianluca Bolelli; fonte: Reuters

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