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Pubblicato il
13 gen 2013
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Rousseau lancia Rousseau à Paris con Guillaume Rava e Bertrand Boll (ex Vicomte A.)

Pubblicato il
13 gen 2013

Il produttore francese di camicie Rousseau (Pierre Clarence, licenze Christian Lacroix, Dormeuil, ecc.) ha voluto lanciare un marchio proprio, caratterizzato da uno stile rivolto a un target più giovane rispetto a quello delle sue proposte abituali. Nel frattempo, Guillaume Rava e Bertrand Boll, che guidavano lo stile di Vicomte A. insieme al fondatore del marchio, Arthur de Soultrait, hanno lasciato l'azienda transalpina di polowear. Judith Benhamou, presidente di Rousseau, ha colto la palla al balzo e non ha esitato a contattarli. Sono state avviate delle trattative ed è così scaturita una prima collezione dalla collaborazione fra il duo e l'azienda nata nel 1849. E' stata Sylvie Marcacci, direttrice marketing e comunicazione di Rousseau, ad assicurare il collegamento fra i due brand.

Da sinistra a destra: Bertrand Boll, Sylvie Marcacci, Judith Benhamou e Guillaume Rava


Chiamata Rousseau à Paris, la linea non ha potuto essere presentata, a causa di tempi molto stretti, al Pitti Uomo. Ma i promotori hanno selezionato uno stand allo Chic di Pechino, salone che si svolge a fine marzo. Con questa linea Judith Benhamou intende aumentare notevolmente il suo sviluppo delle esportazioni. Oggi, solamente il 20% dell'attività è realizzata all'estero, soprattutto grazie a licenze. La licenza delle camicie Pierre Cardin, che si è poi estesa alla maglieria e agli abiti (questi ultimi da un anno) è diffusa in Francia, nel Benelux, nei Paesi scandinavi e in Africa. Invece, le licenze camicie di Nina Ricci, quella di Dormeuil (anch'essa per le camicie) e quella di Christian Lacroix per camicie e maglieria, sono diffuse in tutta la zona Europa/Medio Oriente/Africa. Il marchio-faro di Rousseau, Pierre Clarence, è distribuito anche un po' in Cina e insieme all'altro marchio di camiceria di proprietà della società, Horizon, pesa per la metà sul giro d'affari totale.

Rousseau à Paris rappresenta invece qualcosa di molto diverso. Si tratta di una linea completa, fatta di un centinaio di capi tra i quali una decina di modelli di camicie, tre modelli di giacche, due cappotti, tre jeans, alcune polo e un po' di maglieria. La linea si posiziona in una nicchia di mercato moderna e da città, con un fitting più “stretto” delle altre collezioni di Rousseau. Il colore è presente in modo più discreto rispetto a brand come Vicomte A., per esempio. "La nostra idea è di riscrivere a modo nostro l’informale parigino", sottolinea il duo.


I prezzi vogliono essere accessibili, seppur con la presenza di vera ricerca sulla qualità dei materiali. Le camicie saranno proposte al dettaglio fra i 79 e i 120 euro, i pantaloni attorno a 100 euro, i cappotti tra i 300 e i 350 euro, i jeans sui 100 euro. Le camicie sono confezionate nella fabbrica di Rousseau in Marocco. I capispalla sono invece realizzati in Europa orientale.

Con un piccolo sovrapprezzo, insieme al prodotto acquistato è fornito un appendiabiti rivestito di tessuto e dotato di una taschina che contiene un'etichetta profumata.

I soci nutrono molte ambizioni, ma vogliono mantenersi cauti. "Non abbiamo fretta", puntualizza Judith Benhamou. "Preferiamo che la distribuzione in Francia e all'estero abbia buon esito grazie a dei buoni partner, piuttosto che agire con troppa rapidità". Da notare che è la prima volta che il produttore di camicie fa del proprio nome un brand….

Jean-Paul Leroy (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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