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Di
AFP
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
17 ott 2017
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Richemont prevede una crescita dell'80% nell'utile netto nel primo semestre

Di
AFP
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
17 ott 2017

Il gruppo svizzero Richemont, il numero due mondiale del lusso, si aspetta di vedere crescere dell’80% il proprio utile netto nel primo semestre, ha annunciato nella giornata di martedì, grazie alla fine dei suoi riacquisti delle scorte e al miglioramento del settore dell'orologeria.

La nuova boutique di Monaco di Baviera recentemente aperta dalla griffe del gruppo Richemont - Van Cleef & Arpels


Nei primi 6 mesi dell’esercizio 2017/18, le sue vendite sono cresciute del 12% a cambi costanti e del 10% una volta convertite in euro, la valuta nella quale sono pubblicati i suoi conti, ha indicato il gruppo di Ginevra in un comunicato, precisando che l’utile operativo dovrebbe invece aumentare di circa il 45% nel semestre. In conformità con le regole della Borsa elvetica, il gruppo deve avvertire gli investitori in caso di variazione molto sensibile dei suoi risultati rispetto a quelli attesi, nella comparazione con l’anno precedente.
 
La ripresa delle vendite nel semestre, chiuso il 30 settembre, dovrebbe avere un effetto proporzionalmente più alto sui suoi utili, visto che il gruppo non ha più proceduto agli acquisti di scorte che avevano gravato sui suoi conti l’anno prima.

Il settore dell'orologeria aveva sperimentato una crescita spettacolare dal 2010 al 2014, soprattutto grazie all’appetito dei consumatori cinesi per i prodotti di lusso. Ma il meccanismo si era inceppato quando Pechino ha introdotto a fine 2013 delle misure di lotta contro la corruzione per proibire i regali stravaganti, che aveva pesato sulle vendite di prodotti di lusso.
 
In seguito il sttore dell’orologeria aveva cumulato una serie di avversità, fra la cosiddetta Rivoluzione degli Ombrelli a Hong Kong, gli scossoni subiti dal rublo che avevano diminuito il potere d'acquisto dei clienti russi, l'impennata del franco svizzero che aveva incrementato i costi di produzione e ancora gli attentati in Europa che hanno avuto un impatto importante sugli acquisti effettuati dai turisti.
 
Per evitare che i dettaglianti liquidassero le loro scorte svendendo gli orologi, Richemont aveva preferito prendere l'iniziativa procedendo ad un’ampia operazione di acquisto delle scorte rimanenti in Asia, rimuovendo da scaffali e vetrine i modelli che faticavano ad essere venduti per far posto a nuove collezioni.
 
Tra i fattori che hanno contribuito a questa crescita dell’utile nel primo semestre, Richemont ha anche citato gli effetti dei cambi valutari, che sono stati a suo favore.
 
Il gruppo, proprietario fra le altre delle case di gioielleria Cartier e Van Cleef & Arpels, e dei marchi di orologi Piaget, IWC e Jaeger-Lecoultre, deve pubblicare i risultati completi del primo semestre il prossimo 10 novembre.

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