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30 nov 2010
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Richemont conferma i buonissimi risultati del primo semestre

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30 nov 2010

30 nov 2010 - Come annunciato, il gruppo numero due mondiale del lusso ha messo a segno un incremento delle vendite del 37%, a 3,259 miliardi di euro, sui primi sei mesi dell'esercizio 2011, chiuso al 30 settembre, e un incremento dell'87% degli utili, a 644 milioni di euro. Un risultato in parte dovuto ai 102 milioni di euro di guadagni eccezionali di net-à-porter.com.

Nel suo comunicato, Johann Rupert, PDG e principale azionista del gruppo, ha affermato che questa fase di schiarita e serenità economica dovrebbe proseguire a ritmo più moderato nel secondo semestre. Il motivo risiederebbe soprattutto negli effetti del cambio valutario per il gruppo, che tiene la sua contabilità in euro. In totale, la progressione delle vendite è stata del 27% a tasso di cambio costante, e del 22% escludendo l'acquisizione di net-à-porter.com. Vendite ancora una volta abbastanza equilibrate fra il retail e il wholesale, con quest'ultimo comunque leggermente superiore, a 1,737 miliardi di euro contro gli 1,522 per il retail. Le numerose aperture intervenute negli ultimi due anni hanno fattivamente contribuito all'aumento del 24% delle vendite in questo settore (escludendo net-à-porter.com), che comprende 855 boutique nel mondo.

Comprendendo tutti i continenti dunque, la crescita delle vendite si rivela tale in tutte le attività del gruppo. Senza sorpresa, sono le cifre del comparto gioielleria (Cartier, Van Cleef & Arpels in testa) a posizionarsi in testa con 1,619 miliardi di euro. Seguite da quelle del settore orologeria (Jaeger-LeCoultre, Panerai, Piaget, Vacheron Constantin, IWC, Baume & Mercier, A.Lange & Söhne, …), poi dalle attività “altre” – principalmente net-à-porter.com e Lancel, e infine dall'attività strumenti di scrittura, rappresentata in maggioranza da Montblanc.

Così, nei primi sei mesi, il risultato operativo del gruppo è praticamente raddoppiato (+95%), arrivando a 760 milioni, con un margine corrispondente del 23,3%, contro il 16,4% di un anno prima. Le liquidità sono passate da 321 a 598 milioni di euro.

Geograficamente, l’Europa guida l'insieme delle regioni economiche, con i suoi 1,260 miliardi di euro di vendite (+23%) che valgono il 38% dell'intera torta. Delle cifre ottenute in particolare grazie ai turisti dei paesi emergenti, arrivati in un certo senso “in soccorso” del Vecchio Continente, seguito comunque dappresso dalla zona Asia-Pacifico (escluso il Giappone) che fa registrare anch'essa una rimarchevole progressione (+36%), a 1,157 miliardi di euro.
Il continente americano invece ha ottenuto l'aumento maggiore (+37% a cambio costante, a 489 milioni di euro) e rappresenta il 15% delle vendite mondiali del gruppo.

Di Emilie-Alice Fabrizi (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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