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Pubblicato il
10 nov 2016
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Remo Ruffini: "Moncler, da marchio di piumini a global brand"

Pubblicato il
10 nov 2016

Intervenuto al 21° Fashion & Luxury Summit organizzato il 10 novembre a Milano da Pambianco e Deutsche Bank, dal titolo “Innovazione e Velocità – Le rivoluzioni in atto nell’industria della moda e del lusso”, Remo Ruffini, Chairman e Managing Director di Moncler, ha parlato del percorso del marchio da “marca di piumini” a global brand.

Remo Ruffini


“Negli ultimi anni abbiamo lavorato moltissimo sulla tecnologia e sulla ricerca, in particolare di materiali sempre più leggeri, in grado di rendere il piumino un prodotto adatto ad ogni stagione e ogni zona geografica”, ha dichiarato Ruffini. “La scelta più forte è stata quella di fare poche cose ma fatte bene: Moncler non ha ceduto alle lusinghe di sfruttare il brand allargando la gamma di prodotti. La segmentazione della marca è stata un boom degli anni ’80, oggi il cliente vuole unicità e qualità”.

Sono stati fatti anche errori, ammette Ruffini: “all’inizio non eravamo abbastanza vicini al consumatore, perché la necessità era di riorganizzare l’azienda. L’apertura dei negozi ci ha fatto capire l’importanza di capire a fondo il cliente per soddisfare le sue esigenze: per avere successo bisogna creare esperienze diverse in ogni città e non presentare un prodotto standardizzato o stereotipato. Moncler cerca di fare prodotti che non seguano le tendenze della moda, ma le necessità del consumatore: ad esempio prodotti adatti per chi viaggia, con modalità d’uso estremamente versatili”.

Per raggiungere il suo obiettivo di vicinanza al consumatore, Moncler oggi è presente direttamente in tutti i mercati, senza intermediari, in modo da avere un feedback immediato.

“Un altro strumento molto importante per essere costantemente vicini al cliente è Internet”, ha commentato Ruffini. “Non credo al ‘see now, buy now’, il ciente va coinvolto in altri modi. Nei prossimi anni bisognerà lavorare sempre di più sul consumatore locale”.

Per quanto riguarda gli scenari futuri, secondo Ruffini se non ci saranno grossi scossoni politici o di altra natura l’Europa performerà bene, l’Inghilterra, oggi in boom per l’effetto Brexit, si normalizzerà, mentre i mercati più complessi saranno Stati Uniti e Giappone. Il consumatore asiatico sarà sempre più fondamentale.

Guardando all’Italia, Ruffini ritiene che: “per quanto Milano continui ad essere una piazza importante, le città d’arte, come Venezia e Firenze, stanno crescendo sempre di più”.

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