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Reuters
Pubblicato il
27 lug 2011
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PPR mette le mani su Brioni?

Di
Reuters
Pubblicato il
27 lug 2011

Il gruppo francese PPR sta valutando l'acquisto della casa di moda romana Brioni per circa 350 milioni di euro, secondo quanto spiegano due fonti vicine alla situazione. L'operazione, se andasse avanti, contribuirebbe al riposizionamento di PPR dal retail ai marchi di lusso e sportivi.

PPR, Brioni
Pubblicità Brioni

Una fonte ha confermato l'esistenza di colloqui in corso sulla possibile vendità della società a conduzione familiare. Una seconda fonte è stata più prudente: ha descritto Brioni come un asset che PPR guarda da tempo con attenzione e ha aggiunto che un'acquisizione "è lontana dall'essere conclusa". "PPR si guarda attorno e discute sempre.. " ha detto la seconda fonte, descrivendo il prezzo di 350 milioni come una cifra "che ha senso in termini di multipli". "Che poi si vada verso un accordo concreto, non sempre succede", ha aggiunto.

"Ci sono un po' di contrasti in PPR circa cosa farne", ha detto la stessa fonte, aggiungendo che è "qualcosa che stanno seguendo da molto tempo".

Le due società non hanno voluto commentare.

Questa mattina, "Il Corriere della Sera" ha scritto che gli uomini di PPR sono in Italia per fare una due diligence della maison romana, famosa per aver disegnato l'abito di James Bond.

Secondo il quotidiano, i ricavi di Brioni nel 2010 sono stati pari a 190 milioni di euro, con un Ebitda pari al 25% circa.

Un adviser finanziario specializzato nel lusso spiega che il prezzo di 350 milioni di euro probabilmente include il debito della società, pari a 90 milioni: la casa di moda, quindi, avrebbe un equity value di 260 milioni.

Quest'ultima cifra corrisponde ad una valutazione della società circa 12 volte gli utili stimati per l'esercizio 2011 (22 milioni), in linea con le recenti operazioni del settore e con Hugo Boss, secondo due banchieri.

Secondo indiscrezioni, anche i fondi Investindustrial, 21 Investimenti e Clessidra stanno valutando il dossier Brioni.

Sulla questione, Investindustrial e 21 Investimenti hanno preferito non commentare, mentre non è stato possibile avere un commento da Clessidra.

Una fonte vicina alla vicenda riferisce che, pur avendo il dossier sul tavolo, Investindustrial non sarebbe particolarmente 'calda'.

Gli azionisti di riferimento di Brioni avevano avviato una procedura per la cessione di una quota di minoranza qualificata nella primavera 2009. All'epoca, una fonte aveva riferito che erano giunte una ventina di manifestazioni d'interesse, tra le quali figuravano LVMH, Carlyle, Clessidra, Warburg Pincus, Matlin Patterson, Change Capital, Advent International e Investcorp.

Le offerte non vincolanti erano state giudicate non adeguate e, complice anche un riassetto nell'azionariato di Brioni e la rinegoziazione del debito, la cessione di una quota del capitale era stata accantonata, per tornare d'attualità nelle ultime settimane.

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