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4 mag 2011
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PPR: le ragioni del matrimonio tra Volcom e Puma

Pubblicato il
4 mag 2011

PPR usa far corrispondere i fatti alle parole. Dopo l'annuncio dato all'inizio dell'anno, da François-Henri Pinault in persona, della creazione di un vero e proprio polo Sport & Lifestyle, sono iniziate quasi contestualmente le manovre concrete del gruppo per ottenere il suo obiettivo. La divisione, affidata a Jochen Zeitz, emblematico patron di Puma, ha infatti aggregato Volcom ed Electric ai propri asset. Prima acquisizione di quella che ha tutta l'aria di essere una lunga serie, visto che il gruppo francese è stato esplicito riguardo al suo desiderio di allargare questo suo ramo di attività, e che PPR non ha certo fatto spese folli in termini finanziari, visto che ha sborsato “solo” mezzo miliardo di euro per queste acquisizioni. Intanto, sarebbero sempre previste a medio termine le cessioni di Redcats e della Fnac, mentre, come è noto, Conforama è già stata ceduta recentemente per 1,2 miliardi di euro.

PPR, Volcom, Puma
Lo snowboard resta uno dei cardini dello sviluppo di Volcom, ma PPR non intende impegnarsi nell'attrezzatura da sci. Foto: Volcom

Soprattutto, tra i vari Billabong, Rip Curl, Quiksilver e compagnia bella, Volcom è un marchio dal notevole potenziale nel settore degli Action Sports e degli sport invernali. "Volcom è un marchio superbo. Le sinergie possibili fra Puma e Volcom sono numerose. In termini di prodotti, Volcom, che non possiede un'offerta di calzature, potrà avvalersi dell'esperienza di Puma e lo stesso in termini geografici. Quanto all'outdoor, è un po' lontano dal mondo Puma", commenta Bernard Mariette, ex PDG di Quiksilver ed ora alla testa del gruppo canadese Coalision (brand Lolë e Orage). Peraltro, anche da Quiksilver si preferisce non commentare ancora ufficialmente l'operazione.

Contrariamente a diversi concorrenti, Puma non ha voluto rischiare di “bruciare” il felino sul versante degli Action Sports. E' anche per questo che risulta come acquirente PPR invece che Puma. "Puma non è impegnato nel campo degli Action Sports“, spiega Jean-François Palu. “Non vogliamo sovrapporre i posizionamenti fra i due brand. Volcom riflette la creatività, la libertà e il senso di appartenenza ad una comunità". E in questa comunità, giustamente, è difficile farsi spazio. Nike ci ha messo del tempo per sviluppare e distribuire su questo palcoscenico la nuova label 6.0. Il marchio americano, per mettere il turbo alle vendite in Francia per esempio, ha dovuto passare attraverso degli agenti ben impiantati nel core market e starebbe per riprendere in mano la gestione della sua distribuzione.

Quindi, se le piattaforme logistiche di Puma potranno essere sfruttate da Volcom, non c'è possibilità per PPR di collegare le reti distributive. In compenso, Jean-François Palu conferma che saranno attuate sinergie nei campi delle calzature e del Back Office. "Il gruppo potrà aiutare Volcom a sviluppare i propri margini, ma anche a guidarlo e consigliarlo nel management del marchio, nello sviluppo del retail e in quello del footwear. Manterremo il DNA e il know-how di Volcom, ma vi apporteremo dei miglioramenti, pur senza rivoluzionarlo. Con la perizia costruttiva e l'esperienza di Puma, svilupperemo il footwear di Volcom. Alcuni membri dell'équipe di sviluppo prodotto potranno venire a supportare e sostenere il brand".

A livello di retail, PPR conta di accelerare lo sviluppo iniziato dall'équipe storica. Se lo screening degli USA appare prioritario, dato che Volcom vi realizza 146 dei suoi 217 milioni di euro di fatturato negli Stati Uniti, il gruppo ha enunciato chiaramente la sue ambizioni mondiali per il brand. In questo quadro, l'équipe di stilisti rimarrà a lavorare sul posto al fianco di Richard Woolcott, Presidente e Direttore Generale di Volcom.

Olivier Guyot e Bruno Joly (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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