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Pitti Uomo 91: Giemme, fatturato 2016 a 30 mln, cresce la Donna

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today 16 gen 2017
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Giemme Brandscorporate S.p.A., realtà bresciana specializzata nella camiceria, ha portato a Pitti Uomo 91 quattro dei suoi sette marchi: Caliban, Tintoria Mattei, New England e Guglieminotti. Forte della scelta di voler dedicare ad ogni prodotto un brand, Giemme ha lanciato 12 anni fa il progetto Donna, che le ha portato risultati positivi, arrivando a pesare per il 50% sul fatturato. Le ricerche, i materiali usati, ad esempio la seta, e i miglioramenti apportati all’universo femminile, hanno permesso nel corso degli anni di innalzare la qualità anche nelle collezioni maschili.


A Pitti Uomo 91 Giemme presenta anche la terza capsule realizzata insieme al gruppo Albini, formata da 10 pezzi e declinati solo al maschile. “Forte del rapporto di partnership con il gruppo Albini, sia a livello professionale che personale, da diverse stagioni i nostri designer collaborano con l’azienda per estrapolare e creare nuove linee e capsule innovative” ha dichiarato a FashioNetwork.com Giovanni Cattina, AD di Giemme. Il rapporto con il gruppo Albini non si esaurisce però alle capsule, la società, infatti, collabora strettamente con la società per la produzione della camiceria Donna.

Giemme ha chiuso un 2016 ricco di soddisfazioni con un fatturato complessivo di circa 30 milioni di euro e segnato da performance positive che vedono protagonista il mercato estero, che incide per il 50% sul fatturato complessivo dell’azienda. Tra i mercati di maggior interesse resta quello americano, dove sta consolidando i progetti intrapresi tre anni fa e che hanno fatto raggiungere all’azienda il Break Eaven Point, oltre ad aver generato il 10% del turnover complessivo estero.

“Siamo estremamente soddisfatti di questo 2016 – aggiunge Cattina, “Il risultato importante del mercato americano, si somma a dei riscontri positivi che stiamo ottenendo in Giappone, dove oltre al consolidato successo di Tintoria Mattei (il brand di camiceria maschile di ricerca del Gruppo), possiamo contare su un interesse di sviluppo per Le Sarte Pettegole. Anche il nord Europa, che da sempre apprezza la ricerca e la qualità del nostro prodotto, continua a dare fiducia al nostro progetto. L’obiettivo per il prossimo anno è sicuramente incrementare ancora, arrivando a generare il 70% dei nostri ricavi proprio all’estero" conclude il manager.

Per quanto riguarda il web, la realtà bergamasca è attualmente attiva con portali B2B, ma è in procinto di lanciare un e-commerce aperto inizialmente solo al mercato europeo. 
   
La Borsa non sembra essere tra gli interessi dell’azienda, che dichiara di aver ricevuto offerte che ha poi declinato.
 
L’azienda è nata nel 1978 a Pontevico, ancora oggi sede della società, da Angelo e Teresa Cattina, da un piccolo laboratorio sartoriale per la produzione di camicie di alta gamma che avevano aperto negli anni ’50.