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Pubblicato il
12 set 2013
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Pier Luigi Loro Piana: «Il bel colpo l’ha fatto il Sig. Arnault»

Pubblicato il
12 set 2013

Lo stand di Loro Piana è probabilmente in questi giorni uno dei più affollati di Milano Unica. Sono in effetti numerosi i compratori e imprenditori del settore desiderosi di salutare i due fratelli Pier Luigi e Sergio, che hanno ceduto lo scorso luglio la loro azienda al gruppo di lusso francese LVMH per 2 miliardi di euro. Il presidente e CEO della griffe biellese, leader nei tessuti alto di gamma, Pier Luigi Loro Piana racconta a FashionMag.com com’è nata tutta l’operazione, che dovrebbe essere finalizzata a fine ottobre.

Pier Luigi Loro Piana


FashionMag.com: Lo scorso luglio ha venduto l’azienda di famiglia, simbolo del Made in Italy, al gruppo di lusso francese LVMH. Come la guardano gli imprenditori che incrocia in questi giorni in fiera, con invidia o con disprezzo?
Pier Luigi Loro Piana: No so se con invidia o con disprezzo, magari con stupore. Non abbiamo avuto nessuna critica. Anzi tutti ci fanno i complimenti.

FM: Vi fanno i complimenti perché avete messo a segno un bel colpo vendendo l’80% delle vostre quote per 2 miliardi di euro...
PLLP: Non avevo certo bisogno di essere comprato per sapere quanto valeva la mia azienda. Il bel colpo l’ha fatto il Sig. Arnault, perché fra tre anni Loro Piana varrà certamente il 50% in più di quanto vale adesso! Del resto Bernard Arnault ha deciso molto rapidamente. Ha ben capito le potenzialità dell’azienda.

FM: Quando e perché avete deciso di vendere?
PLLP: Questo tipo di operazione non era nei nostri programmi. Negli ultimi due anni abbiamo avuto molte richieste da parte d’investitori interessati a partecipare allo sviluppo di Loro Piana, ma non abbiamo mai dato risposta. Poi in aprile è maturata l’idea di vendere quest’azienda che da sei generazioni è nelle mani della nostra famiglia. Abbiamo numerosi eredi ed eravamo di fronte a un difficile cambio generazionale. Mio fratello ed io abbiamo già una sessantina d’anni. Una scelta rapida s’imponeva. La cessione ci è sembrata la soluzione la più consona, sia per garantire lo sviluppo dell’azienda sia per assicurare un futuro sereno e unito alla nostra famiglia.

FM: Siete stati voi a contattare Bernard Arnault. Perchè?
PLLP: Al di là della sua dimensione e delle sue capacità finanziarie, il gruppo LVMH ci è sembrato come filosofia e dal punto di vista della strategia molto orientato al settore a cui ci dedichiamo, la realtà la più qualificata per garantire il miglior sviluppo a Loro Piana. Credo ci siano molte sinergie possibili. La nostra azienda controlla tutta la filiera, dalla materia prima ai semi-lavorati; proprio quello che manca a LVMH, che ha quindi fatto un’aquisizione importante per il futuro. Da parte nostra, come fornitori, avremo accesso ai marchi del gruppo francese, e in quanto marchio potremo beneficiare del loro know-how nel retail. Infine la nostra offerta di abbigliamento Uomo e Donna un po’ più classica si rivolge a un tipo di consumatore diverso rispetto a quello più fashion delle griffe di LVMH, sempre in un range top di gamma. Andremo quindi a completare la loro offerta.

FM: Ci sono già stati cambiamenti nell’organizzazione?
PLLP: Per adesso non è cambiato niente. L’operazione deve essere finalizzata a fine ottobre. Mio fratello ed io abbiamo mantenuto una quota del 20% per dare continuità alla gestione, impegnadoci a favorire la miglior transizione possibile.

FM: Come si situa Loro Piana oggi?
PLLP: Nel 2012 abbiamo fatturato 626 milioni di euro e prevediamo una crescita a doppia cifra per il 2013. L’obbiettivo è consolidare la notra posizione di leader nel tessile alto di gamma. Con LVMH ci orienteremo sicuramente verso una politica più selettiva della clientela. L’abbigliamento rappresenta oltre la metà dei nostri ricavi e la Donna pesa il 55% sulle vendite totali del prêt-à-porter. Abbiamo 137 negozi monomarca, con una rete che si è sviluppata al ritmo di 14-15 aperture all’anno.

FM: Quali sono i vostri mercati di riferimento?
PLLP: Nell’abbigliamento gli americani sono i nostri principali clienti, seguiti dagli europei, poi dai cinesi e dai russi. Per i tessuti l’Italia resta il principale cliente con il 25% delle vendite della divisione tessile, seguita dagli Stati Uniti, e poi da Francia, Germania, Inghilterra e dall’Asia, con il Giappone e la Cina che stanno crescendo notevolmente.

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