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Pubblicato il
20 set 2012
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Paul Smith vuole mantenere il suo défilé uomo a Parigi

Pubblicato il
20 set 2012

Paul Smith torna sui suoi rapporti con la scuola, Parigi e il British Fashion Council per FashionMag.com, pochi minuti dopo aver presentato una collezione primavera-estate 2013 caratterizzata da stampati grafici e patchwork di texture, da strisce e tanta seta, in una ricca tavolozza di colori dominata dal rosso, dal blu e dall'ocra.

Foto: PixelFormula

FashionMag.com: Ha svelato la sua collezione nella hall della Central Saint Martins: qual è il suo rapporto con il mondo della scuola e con quella scuola in particolare?
Paul Smith: Non ho mai fatto nessuna scuola di moda, ma quando ho incontrato mia moglie Pauline all'età di 21 anni, lei insegnava moda dopo essersi formata al Royal College of Art. Il mio legame con l'insegnamento della moda è stato quindi molto forte sin da quel momento. Per anni poi, lei è stata la mia insegnante a domicilio e mi ha aiutato a costruire il mio universo. A quel tempo, Pauline era anche stata l'insegnante di Jann Rapley, poi diventata la presidentessa della Central Saint Martins. E' sicuramente per questo che da allora abbiamo potuto sfilare qui (ride)…

FM: Lei insegna anche, qualche volta?
PS: Non esattamente, ma incontro regolarmente degli studenti. Infatti, questa settimana devo ricevere in ufficio un gruppo di 22 giovani imprenditori provenienti in particolare da Messico, Francia, Italia e Singapore. Discuteremo per alcune ore e cercherò di fargli capire come funzionano le cose, almeno dal mio punto di vista.

(Foto: PixelFormula)

FM: Con la creazione di una London Fashion Week maschile, il British Fashion Council ha esercitato quest'anno notevoli pressioni lobbistiche. Le è stato anche chiesto di “rimpatriare” a Londra il suo menswear dove già sfila il suo womenswear?
PS: In effetti, sì, ma sinceramente non vedo come avrei potuto spostare in questo momento la mia sfilata uomo a Londra. Dalle mie prime collezioni, che risalgono al 1976 o 1977, ho sempre sfilato a Parigi con l'uomo. Dunque in un certo senso è un po' ingiusto chiedere questo a me, dato il mio rapporto con Parigi. Questo legame, d'altronde, non è solamente affettivo, ma anche economico, poiché nel mio showroom parigino lavora un'équipe di quaranta persone. Questo non sarebbe giusto per loro... La cosa farebbe piacere al British Fashion Council, certamente, ma in realtà non funzionerebbe per me. Si tratta di un'iniziativa che io non posso che sostenere; inoltre, per la prima edizione di "London Collections: Men" ho partecipato a una conferenza in coppia con Suzy Menkes. Anche per la successiva edizione ho intenzione di realizzare di nuovo qualcosa per loro.

Florent Gilles (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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