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Paris Fashion Week: Dries Van Noten rispolvera Picasso

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 28 set 2017
Tempo di lettura
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Una delle chiavi per realizzare un vestito riuscito è saper comunicare emozione, e questo è ancor più necessario quando si deve mettere in scena una sfilata. Eccone una sensazionale, commovente già solo per l’esuberanza dei suoi colori, l'intensa bellezza dei suoi tessuti. Un collage mozzafiato di colori ispirato dal quadro di Picasso Les Deux Demoiselles faisant leur toilette.

Dries Van Noten - Primavera-Estate 2018 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula


Dries Van Noten dispone di un team di collaboratori enorme che lavora esclusivamente sui suoi tessuti stampati nella sede sociale del brand sul porto di Anversa. E sembra che abbiamo lavorato davvero sodo, facendo molte ore di straordinario su questa collezione. Miscele assemblate con destrezza di quadretti audaci, modelli floreali serici, grafismi retrò e accecanti jacquard dorati.
 
La musica ha rafforzato questo effetto: una versione di “Be my Baby” delle Ronettes, reinterpretata in versione dolce ballata da DM Stith, che ha interrotto la batteria teatrale di “Wanna Say Faux” di Co La.

“È una collezione ottimista. Si dice spesso che la moda è il riflesso del mondo. Eh beh, succedono così tante cose negative che io ho voglia di utilizzare la moda per fuggirne. Volevo una donna totalmente felice, che conosce le regole per poterle rompere meglio. Degli abiti da sera alle 17? Perché no”, ha spiegato lo stilista, che ha rifiutato di rispondere alle domande nel backstage, ma ha pubblicato un video poco dopo il défilé, nel quale è intervistato con il suo direttore della comunicazione, il sempre loquace Patrick Scallon.

Dries Van Noten - Primavera-Estate 2018 - Womenswear - Parigi-© PixelFormula - Photo: PixelFormula


Rivolgendosi verso il quadro di Picasso, Dries Van Noten ha lodato il famoso collage (dei pezzi di carta dipinta, dei mattoni, nessun tratto di pennello) e ha spiegato come aveva miscelato degli scarti di tessuto recuperati su dei collage 60's e 80's... prima di completare la maggioranza degli outfit con sciarpe drappeggiate.
 
“Il foulard è un’idea degli anni ‘70 molto borghese, ma se lo applichi a un look questo assume un’aria più completa”, sorride.
 
Scelta coraggiosa, le modelle erano tutte coperte di strass, sul décolleté, le sopracciglia, e anche all’interno della bocca. Ma è stato il mix ad essere al centro del défilé: come un Yves Saint Laurent al culmine della sua creatività poteva mixare i colori primari più improbabili, un Dries Van Noten in piena forma è capace di miscelare i tessuti e gli stampati più disparati per creare una combinazione di materiali infinitamente più interessante della somma delle sue parti. Anche i suoi semplici giacconi neri in lana fine scintillavano, ricamati con favolose foglie di cristallo. Maharani (mogli di maharajah) moderne o bohémien di alta gamma, le signore che indosseranno questa collezione potranno sentirsi assolutamente esotiche e ricercate già prima di aver messo un piede fuori di casa.

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