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14 set 2015
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NYFW: 11 settembre spirituale per Givenchy

Di
Ansa
Pubblicato il
14 set 2015

Un tributo di amore al melting pot di New York, il crogiolo dove razze, religioni e lingue diverse si incrociano, in un giorno difficile, l'11 settembre, e in un luogo altrettanto difficile: sullo sfondo della Freedom Tower che si incrocia con le torri di luce che mimano, guardando al cielo, le Twin Towers distrutte dai terroristi.

NYFW: Givenchy, collezione P/E 2016 - Foto: Ansa
Per la prima volta in 63 anni di storia - regista e madrina Marina Abramovich - la Maison fondata da Hubert de Givenchy ha lasciato Parigi per presentare la nuova


"L'America è il primo paese che ha creduto in me", spiega Tisci, pugliese come Roberta Vinci e Flavia Pennetta, che disegna la griffe da 10 anni: "E' un modo di ringraziarla per quello che mi ha dato". Lo show coincide con l'apertura della nuova flagship sull'Upper East Side, ma il messaggio commerciale passa in secondo piano.

NYFW: Givenchy, collezione P/E 2016 - Foto: Ansa


Per il suo show ad alta carica spirituale, oltre al solito pubblico di giornalisti, buyer e una altissima percentuale di celebrità e muse - Kim Kardashian e Kanye West, Madonna e Rihanna, Julia Roberts, Uma Thurman, Nicki Minaj, Pedro Amodovar, il fotografo Fabrizio Ferri, Courtney Love, Lyv e Steve Tyler - c'erano i 1.200 invitati venuti dalla città: residenti di Downtown devastata dagli attentati, studenti delle scuole di moda estratti "a sorte".

Givenchy ha invaso i Five Boroughs con enormi schermi installati a Manhattan, mentre autobus sponsorizzati giravano dal Bronx ad Harlem, da Brooklyn a Queens, invitando a partecipare.

NYFW: Givenchy, collezione P/E 2016 - Foto: Ansa


Lo stilista ha costruito la sua carriera su questo tipo di sorprese. Stavolta la collezione è rigorosamente in bianco e nero. "L'11 settembre è il giorno più triste nella storia americana recente. Come direttore artistico ho creato un momento rispettoso e umile", spiega la Abramovich. La Freedom Tower è illuminata mentre scende la sera. Le Torri di Luce che in occasione dell'anniversario riempiono il vuoto di quasi tremila morti la incrociano e puntano al cielo.

I passaporti di Riccardo e di Marina introducono le note distribuite alla sfilata - lui pugliese di Parigi, lei ex jugoslava, ma olandese - e alludono al mondo dei popoli e dei confini che stanno cambiando sotto i nostri occhi. Il set è un "villaggio" che assomiglia a un campo profughi, costruito di pallets, materiali riciclati e macerie. La musica, da sei culture e religioni diverse, unisce senza discriminare.

NYFW: Givenchy, collezione P/E 2016 - Foto: Ansa


Inclusività, nuova vita, speranza, solidarietà, sono i valori che ispirano la collezione in cui i simboli religiosi fanno da contrappunto, proprio come quella tragedia di 14 anni fa è stata un melting pot della morte: "Cappotti ebrei, drappeggi e pizzi cristiani, ricami buddisti", spiega Tisci dopo lo show. Bianco e nero sono i colori della collezione da boudoir con top diafanissimi di lingerie abbinati a pantaloni larghi filigranati col pizzo e il consueto sfumarsi di maschile e femminile.

Delle 89 uscite, di cui 20 maschili, alcune erano dedicate alla haute couture con le modelle truccate con speciali maschere create dall'artista del make-up Pat McGrath. Che alla prima top Mariacarla Boscono non ha messo in volto alcun tipo di trucco. Per Tisci Mariacarla è tornata a New York: non vi sfilava da quell'11 settembre.
 

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