×
1 258
Fashion Jobs
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Treasury Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENTIEL
Ecommerce Buyer
Tempo Indeterminato · MILANO
BOTTEGA VENETA S.R.L
Bottega Veneta Human Resources Manager - Corporate & Business Functions
Tempo Indeterminato · MILANO
JIMMY CHOO
Costing Manager
Tempo Indeterminato · CHIESINA UZZANESE
CONFEZIONI GIOIELLI SPA
Buyer
Tempo Indeterminato · PRATO
BIJOU BRIGITTE S.R.L.
Direttore di Zona (m/f)
Tempo Indeterminato · BOLOGNA
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Senior Controller
Tempo Indeterminato · MILANO
BALENCIAGA LOGISTICA S.R.L.
Balenciaga - Rtw Purchasing & Procurement Coordinator
Tempo Indeterminato · NOVARA
PATRIZIA PEPE
Back-Office Wholesale Specialist
Tempo Indeterminato · FIRENZE
SAY WOW SRL
Junior Operation Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
BOTTEGA VENETA S.R.L
Bottega Veneta ww Merchandise & Retail Planning Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENZIALE
Marketing&Communications Manager
Tempo Indeterminato · MILAN
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Product Compliance Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
MILAAYA EMBROIDERIES
Business Development/Sampling & Production Coordinator
Tempo Indeterminato · MILAN
BENEPIU' SRL
Responsabile Tecnico
Tempo Indeterminato · CARPI
UMANA SPA
HR Administration Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
E-Commerce Operations And Digital Supply Senior Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENZIALE
Area Manager Italia Wholesale – Responsabile Showroom
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENTIEL
Head of Advertising And Digital Production
Tempo Indeterminato · MILANO
SIDLER SA
Administration And Accounting Manager / Luxury Brand / Mendrisiotto
Tempo Indeterminato · COMO
GINNIBÒ SRL
E-Commerce Operation Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
DREAMERS FACTORY
Production Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
Di
Reuters API
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
17 mag 2018
Tempo di lettura
2 minuti
Condividi
Scarica
Scaricare l'articolo
Stampa
Clicca qui per stampare
Dimensione del testo
aA+ aA-

Nike, H&M, Gap e Burberry aderiscono all’iniziativa "Make Fashion Circular"

Di
Reuters API
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
17 mag 2018

Nike, H&M, Burberry e Gap hanno siglato un accordo per migliorare le performance del settore della moda nel campo della responsabilità ambientale, a seguito di uno studio che ha mostrato come meno dell’1% dei vestiti venga riciclato.

Il film della Fondazione


La Fondazione Ellen MacArthur, fondata dalla campionessa di vela, ha annunciato mercoledì scorso che i quattro marchi aderiranno al programma “Make Fashion Circular”, che s’interessa alla riduzione della produzione di residui della lavorazione nella moda attraverso il riciclaggio dei prodotti e delle materie prime.

I marchi partecipanti passeranno tre anni a elaborare soluzioni pratiche per liberare l'industria da materiali inquinanti e processi contaminanti, in partnership con la banca HSBC.

"Nessuna azienda da sola può affrontare la sfida di far passare il settore della moda da un modello di business lineare a un modello di business circolare. Ecco perché un'iniziativa comune come questa è fondamentale", ha commentato il portavoce di H&M, Iñigo Sáenz Maestre, in una e-mail, il quale ne ha approfittato anche per ricordare che H&M si è prefissato l'obiettivo di utilizzare solo materiali riciclati o provenienti da fonti responsabili entro il 2030 e che il 35% dei prodotti del marchio sono già realizzati secondo questi criteri.

Il direttore di “Make Fashion Circular”, François Souchet, ha spiegato che l’obiettivo era di creare “un movimento globale” verso un’economia nella quale i vestiti non diventeranno mai rifiuti. “La produzione di vestiti è raddoppiata negli ultimi 15 anni, mentre il numero di volte in cui noi indossiamo questi vestiti prima di gettarli (e che finiscono sepolti o inceneriti) è enormemente calato”, ha ricordato François Souchet alla Fondazione Thomson Reuters.

“Questo modello sempre più rapido può essere trasformato in un modello nel quale i vestiti non diventano mai dei rifiuti, migliorando il design e lavorando su modelli di business di noleggio e rivendita”, suggerisce in una e-mail.

La stilista britannica Stella McCartney è stata la prima ad entrare a far parte del programma l’anno scorso e a firmare la carta, allo scopo di ridurre la produzione di rifiuti e di sostanze inquinanti e di assicurarsi che i prodotti e i materiali siano riutilizzati. Stella McCartney, sostenitrice di lunga data di una moda più responsabile, ne aveva approfittato per sottolineare che il suo settore è “incredibilmente inquinante e pericoloso per l’ambiente”, invitando gli altri marchi a raggiungerla.

Un rapporto pubblicato in novembre dalla Fondazione ha permesso di rendersi conto della quantità di rifiuti prodotti dall’industria e dell’ampiezza dell’inquinamento generato, con meno dell’1% dei vestiti che viene riciclato. 500.000 tonnellate di microfibre plastiche sono generate dal lavaggio dei tessuti ogni anno, vale a dire l’equivalente di oltre 50 miliardi di bottiglie di plastica che inquinano gli oceani, secondo l’indagine.

© Thomson Reuters 2022 All rights reserved.