×
1 543
Fashion Jobs
GUCCIO GUCCI S.P.A.
Gucci Digital Learning Content Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
SOBA SRL LABELON EXPERIENCE BEACH CLUB
Responsabile Amministrativo Contabile
Tempo Indeterminato · BACOLI
OTB SPA
Corporate Tax Specialist
Tempo Indeterminato · BREGANZE
GUCCIO GUCCI S.P.A.
Gucci Financial Reporting Coordinator
Tempo Indeterminato ·
BALDININI SRL
Digital Media Specialist
Tempo Indeterminato · SAN MAURO PASCOLI
THUN SPA
Area Manager Wholesales Province di fr, te, lt, aq, ri
Tempo Indeterminato · FROSINONE
MANTERO SETA
Junior Treasury Specialist
Tempo Indeterminato · GRANDATE
FOURCORNERS
Retail Area Manager Italy
Tempo Indeterminato · MILANO
G COMMERCE EUROPE S.P.A.
Emea Emarketing & Analytics Specialist
Tempo Indeterminato ·
RANDSTAD ITALIA
HR Training & Development Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
HERMES ITALIE S.P.A.
Stock Operations Manager - Boutique Roma
Tempo Indeterminato · ROMA
CONFIDENZIALE
IT Manager
Tempo Indeterminato · PADOVA
FOURCORNERS
Earned & Owned Media Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
CLAUDIE PIERLOT ITALIE
Area Manager Italy - Permanent Contract H/F
Tempo Indeterminato · MILAN
EXPERIS S.R.L.
Area Manager Toscana Settore Fashion
Tempo Indeterminato · FIRENZE
EXPERIS S.R.L.
Area Manager Fashion Puglia
Tempo Indeterminato · BARI
EXPERIS S.R.L.
Area Manager Lazio
Tempo Indeterminato · ROMA
MANUFACTURE DE SOULIERS LOUIS VUITTON SRL
Rsponsabile Modelleria e Industrializzazione Tomaie Sneakers e Mocassino
Tempo Indeterminato · FIESSO D'ARTICO
LABOR S.P.A
Business Developer - Luxury/Moda
Tempo Indeterminato · MILANO
VALENTINO
IT CRM Specialist
Tempo Indeterminato · VALDAGNO
GUCCIO GUCCI S.P.A.
j&w, Licenses And Décor Digital Buyer
Tempo Indeterminato · MILANO
PAGE PERSONNEL ITALIA
Area Manager Centro- Nord Est
Tempo Indeterminato · BOLOGNA
Pubblicità

Nike, H&M, Gap e Burberry aderiscono all’iniziativa "Make Fashion Circular"

Di
Reuters API
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 17 mag 2018
Tempo di lettura
access_time 2 minuti
Condividi
Scarica
Scaricare l'articolo
Stampa
Clicca qui per stampare
Dimensione del testo
aA+ aA-

Nike, H&M, Burberry e Gap hanno siglato un accordo per migliorare le performance del settore della moda nel campo della responsabilità ambientale, a seguito di uno studio che ha mostrato come meno dell’1% dei vestiti venga riciclato.

Il film della Fondazione


La Fondazione Ellen MacArthur, fondata dalla campionessa di vela, ha annunciato mercoledì scorso che i quattro marchi aderiranno al programma “Make Fashion Circular”, che s’interessa alla riduzione della produzione di residui della lavorazione nella moda attraverso il riciclaggio dei prodotti e delle materie prime.

I marchi partecipanti passeranno tre anni a elaborare soluzioni pratiche per liberare l'industria da materiali inquinanti e processi contaminanti, in partnership con la banca HSBC.

"Nessuna azienda da sola può affrontare la sfida di far passare il settore della moda da un modello di business lineare a un modello di business circolare. Ecco perché un'iniziativa comune come questa è fondamentale", ha commentato il portavoce di H&M, Iñigo Sáenz Maestre, in una e-mail, il quale ne ha approfittato anche per ricordare che H&M si è prefissato l'obiettivo di utilizzare solo materiali riciclati o provenienti da fonti responsabili entro il 2030 e che il 35% dei prodotti del marchio sono già realizzati secondo questi criteri.

Il direttore di “Make Fashion Circular”, François Souchet, ha spiegato che l’obiettivo era di creare “un movimento globale” verso un’economia nella quale i vestiti non diventeranno mai rifiuti. “La produzione di vestiti è raddoppiata negli ultimi 15 anni, mentre il numero di volte in cui noi indossiamo questi vestiti prima di gettarli (e che finiscono sepolti o inceneriti) è enormemente calato”, ha ricordato François Souchet alla Fondazione Thomson Reuters.

“Questo modello sempre più rapido può essere trasformato in un modello nel quale i vestiti non diventano mai dei rifiuti, migliorando il design e lavorando su modelli di business di noleggio e rivendita”, suggerisce in una e-mail.

La stilista britannica Stella McCartney è stata la prima ad entrare a far parte del programma l’anno scorso e a firmare la carta, allo scopo di ridurre la produzione di rifiuti e di sostanze inquinanti e di assicurarsi che i prodotti e i materiali siano riutilizzati. Stella McCartney, sostenitrice di lunga data di una moda più responsabile, ne aveva approfittato per sottolineare che il suo settore è “incredibilmente inquinante e pericoloso per l’ambiente”, invitando gli altri marchi a raggiungerla.

Un rapporto pubblicato in novembre dalla Fondazione ha permesso di rendersi conto della quantità di rifiuti prodotti dall’industria e dell’ampiezza dell’inquinamento generato, con meno dell’1% dei vestiti che viene riciclato. 500.000 tonnellate di microfibre plastiche sono generate dal lavaggio dei tessuti ogni anno, vale a dire l’equivalente di oltre 50 miliardi di bottiglie di plastica che inquinano gli oceani, secondo l’indagine.

© Thomson Reuters 2020 All rights reserved.