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Pubblicato il
21 dic 2011
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Nike: cala la redditività in Europa

Pubblicato il
21 dic 2011

Sul secondo trimestre del suo esercizio 2011-2012, chiusosi il 30 novembre, Nike ha visto i mercati emergenti diventare i suoi secondi contribuenti in termini di fatturato totale, con 948 milioni di dollari USA, prendendo il posto dell'Europa Occidentale, che ha realizzato 915 milioni di dollari USA. Il Nordamerica mantiene un grande margine di sicurezza sul primo gradino del podio: Nike realizza infatti 2 dei suoi 5,73 miliardi di dollari USA (4,3 miliardi di euro) di fatturato in questa zona, con vendite che sono andate al di là delle previsioni degli analisti.

Nike
Nike realizza più di 3 dei suoi 5,7 miliardi di dollari USA di giro d'affari nelle calzature. Pubblicità Nike

Il gruppo americano ha infatti visto crescere il proprio fatturato globale del 18% in questo trimestre rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Prima di considerare un tasso di cambio che gli è spesso molto favorevole, Nike ha ottenuto una progressione del 21% nell'America del Nord, ma soprattutto del 28% in Cina comprese le sue nazioni satellite (650 milioni di dollari USA) e del 26% sui mercati emergenti. La zona Europa Centrale e dell’Est (261 milioni di dollari USA) cresce del 19%. Al contrario, i mercati maturi dell'Europa Occidentale ristagnano (+2%) e il Giappone accusa addirittura un -7%.

Inoltre, il gruppo ha visto calare il margine lordo dal 45,3% al 42,7%, evidenziando come causa principale di questo dato l'aumento dei costi di produzione. Oltre a non seguire il ritmo di crescita del gruppo, l'Europa accusa il colpo soprattutto in termini di redditività. Infatti, il risultato del gruppo americano prima di interessi e imposte (Ebit) è sceso del 35% (92 milioni di dollari USA) in Europa Occidentale e del 31% (33 milioni di dollari USA) in Europa Centrale e dell'Est. Invece, in Cina e sui mercati emergenti il dato cresce rispettivamente del 26 e del 27% e con 418 milioni di dollari USA aumenta del 17% anche in America del Nord. Alla fine, l'utile prima di interessi e imposte del gruppo è aumentato del 2%, a 621 milioni di dollari USA.

Il gruppo rileva poi che il suo settore “Action Sports” è in ribasso, ma precisa che «la crescita di Converse ha più che compensato le minori entrate di Nike Golf, Cole Haan, Hurley e Umbro». Il gruppo ha infine annunciato che i suoi ordini per le consegne tra dicembre e aprile hanno raggiunto gli 8,9 miliardi di dollari USA, in crescita del 13% rispetto all’anno precedente.

Olivier Guyot (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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