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Pubblicato il
19 feb 2013
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New York: polemiche sulla mostra su Malcolm McLaren

Di
Ansa
Pubblicato il
19 feb 2013

La vedova del punk dichiara guerra al Metropolitan: secondo Young Kim, moglie di Malcolm McLaren, la prossima mostra di primavera del Costume Institute del museo newyorchese è infarcita di errori fattuali e non dà al manager dei Sex Pistols il credito dovuto per una moda che ha ispirato ribelli e couturier su entrambe le sponde dell'Atlantico.

La locandina della mostra dedicata a Malcolm McLaren


"Punk: Chaos to Couture", in tutto cento abiti tra cui il celebre Gianni Versace con le spille da balia al posto dei bottoni, aprirà solo in maggio, ma la scorsa settimana i giornalisti di moda a New York ne hanno avuto un assaggio in anteprima.

"Fin dalle origini, il punk ha avuto un'influenza incendiaria sulla moda. Anche se la democrazia espressa dal movimento punk si mise in netta contrapposizione con l'autocrazia allora espressa dalla moda, i fashion designer hanno saputo sviluppare il vocabolario estetico punk in una visione appropriata, catturando la ribellione giovanile e la forza aggressiva che esprimeva", ha spiegato il curatore Andrew Bolton.

Ma per la Young queste sono solo belle parole. La vedova di McLaren ha scoperto nelle collezioni del Met una serie di pezzi a suo giudizio mal datati, mal attribuiti o addirittura di dubbia autenticità. "Mi sta a cuore che la storia sia raccontata correttamente. Avrebbero dovuto parlare con Malcolm quando era ancora vivo". McLaren, l'architetto del punk nel suo negozio di Kings Road con la partner di allora Vivienne Westwood, è morto nel 2010.

La vedova McLaren non è la sola ritenere che il Met abbia usato vie troppo spicce nella mostra sul punk: "Non stanno applicando le stesse rigorose procedure che avrebbero usato per una ceramica cinese del Seicento", ha detto Paul Gorman, un esperto di moda che ha lavorato con McLaren nell'autenticazione delle sue creazioni.

Tra gli esempi portati da Young e Gorman, la maglietta 'Seditionaries' che attacca il film di Derek Jarman "Jubilee": non è opera di Malcolm del 1976, ma della Westwood post 1978, data di uscita del film. Altrettanto apocrifo l'aneddoto con cui all'anteprima per la stampa è stata presentata la maglietta dei cow boy nudi: non fu l'artista pop Allen Jones ad essere arrestato a Piccadilly nel 1975 con indosso la tee-shirt ma Alan Jones, un assistente del negozio di Kings Road.

"Se non usano criteri rigorosi nelle datazioni, come possiamo esser sicuri che i pezzi siano stati verificati?", ha chiesto la Young, la quale, preoccupata per il business dei falsi McLaren, aveva passato cinque anni tentando di catalogare il suo lavoro e aveva assistito Damien Hirst dopo che l'artista aveva acquistato decine di migliaia di sterline in abiti che il manager dei Sex Pistols aveva successivamente identificato come falsi.

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