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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
28 feb 2018
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Momonì moltiplica le aperture in Francia e in Italia

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
28 feb 2018

Lanciato nel 2009 dalla coppia costituita da Michela e Alessandro Biasotto, il marchio di abbigliamento femminile Momonì ha acquistato lo scorso 5 febbraio la location precedentemente posseduta dalla seconda linea di Vanessa Bruno, Athé, al grande magazzino Bon Marché Rive Gauche e in primavera aprirà una seconda boutique a Parigi, nel VI arrondissement. L’inaugurazione di questa nuova vetrina è prevista per la fine di marzo del 2018 in rue Saint-Sulpice 27, sulla superficie di 150 metri quadrati in precedenza occupata da uno store di Muji. Dovrebbero poi seguire, tra il 2018 e il 2019, un nuovo punto vendita nel Marais, e quindi aperture di indirizzi in provincia, nelle città di Bordeaux, Lione e Cannes.

Uno dei modelli della collezione primavera-estate 2018 di Momonì - Momoni


Oltre ai negozi francesi, Momonì intende incrementare il ritmo di aperture in Italia, con Roma quest’anno, che sarà seguita da Venezia, Napoli, Bari e Torino nel 2019. Aumentando la propria dimensione in Francia, Momonì, che realizza il 50% del fatturato in Italia e il restante 50% all’estero, ha l’obiettivo di rendere l’Esagono un mercato grande come quello italiano entro tre anni.
 
Un progetto ambizioso, poiché nel 2017 il giro d’affari di 12,5 milioni di euro comprendeva 2,5 milioni di euro (il 20%) ottenuti in Francia. Per il 2018, il marchio punta a 15,5 milioni di euro complessivi, e a registrare 3,5 milioni di euro in Francia.

Oltre all’Italia e alla Francia, Momonì è presente in 500 distributori multimarca in varie nazioni. Non nei mercati tedesco e inglese, mentre invece si trova in Spagna e Belgio, i suoi due maggiori sbocchi esteri dopo la Francia. Michela e Alessandro Biasotto intenderebbero poi aprire nei prossimi anni degli store a Madrid, Barcellona, Anversa e Bruxelles. Per riuscirci, Momonì prevede di proporre delle partnership ai suoi rivenditori più conosciuti e che amano il brand per inaugurare fino a 20 negozi in franchising o in commissione-affiliazione in Europa.
 
Nel frattempo, il marchio trevigiano, presente anche in Giappone e Corea del Sud, si appresta ad aprire il suo primo punto vendita a Teheran, in Iran, il prossimo settembre nel centro commerciale Iran Mall, insieme a un partner locale. Se vi avrà successo, non esiterà a lanciarsi all’attacco del mercato mediorientale.

L’avventura retail di Momonì debuttò nel 2011. Come primo indirizzo, Michela e Alessandro Biasotto non scelsero l'Italia, ma Parigi, dove la coppia ha vissuto per molti anni e dove pensarono che il marchio avesse tutte le caratteristiche giuste per avere riscontro. I due imprenditori aprirono allora al 36 di rue Etienne Marcel, nel II arrondissement parigino. Une boutique dall’identità unica, con pareti blu pavone, mobili neri e arazzi fatti a mano appesi alle pareti. Sugli scaffali, le collezioni Made in Italy di Momoni dove la seta regna sovrana al fianco di alcuni marchi invitati a esporre i loro capi di punta. Il negozio vende candele, accessori, articoli di pelletteria e alcune volte anche dei prodotti concepiti in collaborazione con artigiani italiani.
 
Dal 2012, questo concept è introdotto a Padova, poi a Bologna, Verona e Vicenza l’anno seguente, prima di essere esteso a negozi a Treviso e Firenze nel 2016. Oggi, Momoni possiede otto punti vendita tra Francia e Italia, oltre al suo nuovo corner di 35 metri quadrati al Bon Marché e un altro alla Rinascente di Milano.

Il nuovo corner Momonì del Bon Marché Rive Gauche - Momoni

 
Michela e Alessandro Biasotto si incontrano negli anni ’90, mentre lavorano entrambi per Benetton. All'inizio degli anni 2000, la coppia vive a Parigi, dove commercializza dei marchi italiani.

Dopo il loro ritorno in Italia, i due imprenditori creano Nyky a Treviso nel 2008, una società di distribuzione di marchi di prêt-à-porter. Un anno più tardi, Michela Biasotto, circondatasi da una squadra di stilisti, sviluppa un marchio di nascita italiana, ma di cuore francese chiamato Momonì (derivato dal termine “môman”, che sta per “mammina” in francese, aggiustato in stile italiano).
 
Venduto dal 2010 al Bon Marché Rive Gauche, Momonì è all’inizio un marchio di intimo. Il suo credo: proporre completini scompagnati in microfibra a 60 euro. All’epoca, l’etichetta si vanta di essere una delle prime a presentare un’offerta simile e di registrare la migliore redditività di tutto il reparto lingerie del grande magazzino parigino.
 
Con una linea complementare di homewear e dei capi in maglia, le collezioni di Momonì si ampliano e il marchio italiano passa dalla biancheria intima al prêt-à-porter in un batter d’occhio. Oggi, il settore originale del brand rappresenta ancora l’11% del suo giro d’affari.

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