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9 ott 2009
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Moda: Parigi chiude sfilate

Di
Ansa
Pubblicato il
9 ott 2009

PARIGI, 9 OTT - Parigi ha chiuso ieri la sua rassegna di moda, e mentre le ultime sfilate delle collezioni pret-a-porter primavera-estate 2010 sono andate in scena si sono potute tirare alcune conclusioni.


J. Galliano Sfilata Collezione P/E 2010

La prima è che la crisi è niente affatto finita. Meno gente alle sfilate, budget ridotti per tutti: alcune maison hanno ristretto l'allestimento di passerella e platea, riducendo quindi anche gli inviti ma cercando di dare a tutto questo una 'allure' di maggiore esclusività.

Contemporaneamente, e paradossalmente, la moda si è aperta di più, grazie alle tecnologie digitali, per cui si sono visti strani apparati intorno alle passerelle e una frenesia di collegamenti online. Secondo gli esperti sarà questo a cambiare il mondo della moda più prima che poi: internet forse toglierà magia all'evento-sfilata, ma cadrà anche la barriera che separa la moda dalla massa dei suoi fruitori.

Alcune sfilate, poi, sono più che altro delle performances artistiche, come quella di Alexander McQueen: un articolo Le Figaro, forse con una punta di ironia, oggi suggerisce a monsieur Pinault di utilizzare lo stilista come artista, magari anche a Palazzo Grassi, con benefici sia per l'arte sia per il business del gruppo Ppr (McQueen non fa grandi fatturati). Tornando alla crisi, basta guardarsi intorno per vedere come stanno le cose: Parigi è tutta in saldo anticipato.


Alexander Mcqueen Collezione - Sfilata di Parigi il 7/10/2009

Non c'é grande magazzino che non esponga cartelli che offrono ribassi dal 30 al 50% e oltre. E sono department store prestigiosi, che vendono anche prodotti griffati: i cartelloni precisano che si tratta di merce 'fresca', della stagione appena iniziata. La voglia di shopping c'é, ma sembra comunque lontana dai livelli del pret-a-porter di lusso: davanti al nuovo magazzino giapponese Uniqlo, appena inaugurato nel centro di Parigi, c'é una lunga fila per entrare.

E dentro, anche etichette cool come quella nuovissima disegnata da Jill Sander, la stilista tedesca che è uscita dal marchio che porta il suo nome. In questo quadro le costose tendenze delle passerelle fanno anche un po' sorridere. Ieri notte John Galliano ha portato in scena la sua collezione da eroine del cinema muto: strati su strati di vestiti leggeri, tulle fluo sopra i pois bianchi e neri e sempre giacchine, femminili come militari, da giorno o da sera indifferentemente, su abiti corti e lunghi.


J. Galliano Sfilata Collezione P/E 2010

Trucco pasticciato e anche una certa aria da 'Viale del tramonto' che, se non fosse stato per certe magie digitali (anche Galliano è pronto per la nuova era tecnologica della moda) sarebbe stata piuttosto malinconica e in tema con la crisi. Ciò nonostante Parigi ha segnalato molte cose in tema di trend, che saranno certamente copiati, e ancor prima della prossima primavera.

Per esempio, i colori (tanti e chiari), le fantasie (a stampa), l'etnico (ma molto discreto), la lingerie (che diventa outfit), la giacca femminile o maschile (anche sui vestitini), i pantaloni (rivalutati dai designer), l'abitino (corto, drappeggiato o a chemisier), la ragazza-chic (ingenua o neo-freak). Infine gli accessori: tutti sanno che da questi che si riparte dopo una crisi, quindi tanti sandali bassi, ma anche tacchi alti, zeppe a volontà, molti bijoux, borse traforate come pizzo e grandi come sacche, colorate e piene di gadget, veri pezzi pazzi.

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