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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
27 apr 2017
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Mim liquidato, 791 dipendenti in procinto di essere licenziati

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
27 apr 2017

Questa volta è davvero finita per Mim. Mentre un progetto di acquisizione del brand da parte di un team di dipendenti (sotto forma di una Scop-Società cooperativa e partecipativa) aveva mantenuto una tenue speranza per continuare l'attività, il tribunale commerciale di Bobigny ha pronunciato il 26 aprile la liquidazione giudiziaria della società. Con la cessazione immediata dell’attività.

Mim è stata posta in liquidazione giudiziaria il 26 aprile 2017. - Mim/Facebook


Si preannuncia quindi un licenziamento in massa: un piano di salvaguardia dell’impiego (PSE) che interessa almeno 791 dipendenti che ancora appartengono all’azienda posseduta dal gruppo Main Asia dal 2014. La cifra stanziata per questo piano potrebbe essere vicina ai 2,6 milioni di euro, secondo un membro del consiglio di fabbrica.
 
In amministrazione controllata dallo scorso novembre, l’azienda di moda femminile ha quindi chiuso tutti i suoi negozi, cioè 158 punti vendita, dalla sera del 26 aprile. Il 27 i dipendenti si sono recati sul posto di lavoro, ma tenendo le serrande chiuse, secondo un membro del comitato di fabbrica raggiunto da FashionNetwork. “Uno choc per i dipendenti, anche se ormai previsto, che si dovrà affrontare”.

Ricordiamo che in marzo 71 negozi erano stati acquistati dall’insegna svizzera Tally Weijl (69 unità) e dal gruppo francese Etam (2 punti vendita), il che ha permesso di mantenere quasi 300 posti di lavoro.
 
Una delegazione di rappresentanti del personale di Mim è stata ricevuta il 25 aprile all’Eliseo da Sébastien Massart, consigliere per l’industria presso l'ufficio di François Hollande, allo scopo di discutere il sostegno statale per il futuro PSE, ma anche, per due di loro, di presentare il loro piano per la Scop, basato sull’acquisto di 130 punti vendita e il mantenimento di 650 posti di lavoro.
 
Gli ideatori di questo progetto di cooperazione, sostenuto dalla sigla sindacale transalpina SECI-UNSA, speravano che il tribunale concedesse una proroga dell’attività, per consolidare la loro offerta e fornirne la necessaria copertura finanziaria, ma la liquidazione secca sembra compromettere definitivamente questo progetto. In un comunicato pubblicato il 26 aprile, il sindacato deplora questa decisione, “dal momento che il progetto di acquisto proposto attraverso una Scop era in stato abbastanza avanzato, che lo Stato si era impegnato a sostenere finanziariamente la messa in opera del progetto, che dei fornitori erano pronti a seguire i dipendenti e che un PDG che conosce molto bene il settore e l’azienda era stato trovato”. Xavier Wilmes, ex PDG di Mim dal 2012 al 2014, aveva aiutato a costituire il progetto come consulente. Tuttavia, va precisato che la maggioranza dei dipendenti si era pronunciata qualche giorno fa a sfavore della Scop, in un sondaggio realizzato all’interno dell’azienda.
 
Il liquidatore nominato procederà nei prossimi giorni ad indire una gara al miglior offerente che permetterà la vendita del patrimonio aziendale attraverso il suo smantellamento. La cosa potrebbe interessare varie insegne alla ricerca di nuovi indirizzi retail.
 
Versione italiana di Gianluca Bolelli

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