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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
6 feb 2018
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Milano Unica s’interroga sul futuro del tessile fra digitale e sostenibilità

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
6 feb 2018

In un mondo che sta cambiando molto, dominato com’è dai progressi tecnologici, le aziende devono più che mai modificare le loro pratiche per intercettare le nuove tendenze e adattarsi alle richieste del mercato. “Oggi, quello che manca al nostro settore sono i profili tecnici superspecializzati. Il nostro dovere d’imprenditori è di avere una visione a lungo termine. Ecco perché vogliamo stimolare le riflessioni sul futuro. Milano Unica non è solamente un salone di tessuti!”. È con queste parole che il presidente del salone di riferimento del tessile italiano, Ercole Botto Poala, ha inaugurato martedì la manifestazione, che si svolgerà fino a giovedì 8 febbraio a Rho Fiera Milano.

Milano Unica si svolge dal 6 all'8 febbraio a Milano - FashionNetwork.com ph DM


Gli organizzatori del salone hanno così approfittato della conferenza inaugurale per promuovere il dibattito sul futuro del settore tessile, affrontando in particolare i temi della sostenibilità e del digitale. “Ci troviamo di fronte a due fenomeni: l’accelerazione del cambiamento provocato dalle tecnologie e la possibilità di ripensare i nostri modelli socio-economici. Oggi è inappropriato distinguere moda e fashion tech. Essi sono una cosa sola”, ha spiegato lo scienziato futurista David Orban, professore alla Singularity University, durante il suo intervento alla conferenza.
 
“Grazie alle tecnologie, possiamo inventare dei processi di produzione radicalmente diversi. Per questo, dobbiamo stimolare le sperimentazioni a tutti i livelli all’interno dei team, senza gerarchie. Certo, ci saranno delle resistenze. Ma siamo di fronte a dei cambiamenti inevitabili. Oggi non esiste alcuna barriera che ci impedisce di abbracciare questo nuovo mondo”, ha sottolineato, ricordando come la stampa in 3D, il grafene e ancora i tessuti dotati di microprocessori sono diventati ormai una realtà.

"Queste modificazioni hanno delle conseguenze. La prima è l’accelerazione esponenziale del cambiamento, mentre invece il mondo delle aziende è lineare. Dal 1960 al 2020, il ciclo di vita delle aziende è destinato a ridursi intorno a circa vent’anni. Grazie alla tecnologia, chiunque, in qualsiasi parte del mondo è in grado di mettere in discussione o sfidare interi segmenti del settore”, mette in guardia Pietro Sella, il direttore generale del gruppo bancario Sella, uno degli sponsor principali di Milano Unica, legato al mondo tessile sin dalle origini, dato che la famiglia Sella era attiva nella produzione di lana a Biella.
 
“Abbiamo la fortuna di poter sperimentare questo cambiamento, che è simile a una nuova rivoluzione industriale e ci offre un mercato più grande, nuovi prodotti e inedite tipologie di clienti, oltre ad organizzazioni più efficienti. Si tratta di una grande opportunità. Per non subire questa evoluzione in corso, ma esserne i protagonisti, bisogna cambiare mentalità, aprirsi all’ecosistema dell’innovazione lasciando sperimentare i giovani, anche se commettono errori, e digitalizzare tutti i processi! Questo significa investire”, conclude il banchiere.

Il presidente di Milano Unica ha reso omaggio all'imprenditore tessile Silvio Albini, deceduto di recente - FashionNetwork.com ph DM


Uno dei cambiamenti prioritari per i produttori italiani di tessuti è la sostenibilità. Per la prima volta, su richiesta degli organizzatori, una cinquantina di espositori di Milano Unica hanno presentato dei tessuti eco-sostenibili, che sono stati riuniti nella zona dedicata alle tendenze.
 
"Il problema è che ognuno ha il proprio approccio alla questione. Ma per essere competitivi, dovremmo essere uniti e coerenti e bisognerebbe che adottassimo le stesse specifiche eco-sostenibili", nota Ercole Botto Poala.
 
L'approccio ha inoltre il merito di coinvolgere una parte interessante delle aziende presenti. Gli organizzatori annunciano in effetti 470 espositori per questo nuovo appuntamento dedicato alle collezioni di tessuti e accessori per la stagione primavera-estate 2019, contro i 427 di febbraio 2017. “Il fatto di aver anticipato la nostra sessione di settembre in luglio è stato premiante, come testimonia l’importante partecipazione degli imprenditori tessili italiani a questa 26ma edizione”, sottolinea Ercole Botto Poala. Alla fine, assieme alle 54 aziende aderenti agli Osservatori del Giappone e della Corea del Sud, gli espositori tradizionali ammontano a 416, contro i 365 di un anno prima, con una crescita del 14%.

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