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Milano Moda Donna sfila sotto i grattacieli di Porta Nuova

Di
Ansa
Pubblicato il
today 9 set 2015
Tempo di lettura
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Dal centro ai grattacieli di Porta Nuova, negli spazi della nuova Milano, dal Pavillion disegnato da Michele De Lucchi al gigantesco The Mall. Si sposta il baricentro della settimana della moda, che per la prossima edizione, dal 23 al 28 settembre, trasloca con il suo quartier generale "negli spazi del futuro", come lo ha definito l'Assessore alle politiche per il lavoro e allo sviluppo economico Cristina Tajani.

La skyline di Porta Nuova. Foto: Adnkronos


Per ora nella zona che ha ridefinito lo skyline milanese trasloca il fashion hub della manifestazione, che ospiterà anche uno spazio dedicato ai giovani chiamato 'fashion hub market', e trovano posto una manciata di sfilate e presentazioni, ma l'idea del Comune è "spingere la zona per valorizzare l'area di Porta Nuova e decongestionare - spiega Tajani - il traffico in Piazza Duomo". Rimane comunque confermata la disponibilità della Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, concessa dal Comune ai giovani designer.

Per guidare gli stranieri alla scoperta della nuova Milano, la Camera della Moda ha anche commissionato un'ironica "Survival guide" all'americana JJ Martin. Di nuovo non ci sono solo le location, ma anche alcuni nomi: sfileranno per la prima volta a Milano Damir Doma e Daizy Shely, ma l'attesa è tutta per i debutti eccellenti di Peter Dundas da Roberto Cavalli, di Massimo Giorgetti da Emilio Pucci e di Arthur Arbesser da Iceberg. Le loro sfilate sono di quelle da non perdere delle 70 in calendario, che si accompagnano a 105 presentazioni, per un totale di oltre 170 appuntamenti.

Tra le novità a livello di location, un tendone in Piazza Castello, all'angolo con Via Beretta, che ospiterà le sfilate di Anteprima e Byblos Milano. Ad aprire la rassegna, mercoledì 23, Chicca Lualdi, cui seguiranno Genny, Simonetta Ravizza, Stella Jean, Les Copains. Alle 15 Gucci torna a sfilare in via Valtellina. Subito dopo in passerella Fay, Alberta Ferretti, N21, Fausto Puglisi, Francesco Scognamiglio e in chiusura di giornata, alle 21, Philipp Plein. Si ricomincia giovedì 24 con Max Mara, Blugirl, Luisa Beccaria, Fendi, Anteprima. Alle 15 il debutto di Massimo Giorgetti come stilista di Pucci e subito dopo Costume National, Prada, Daniela Gregis, Byblos e Moschino.

MFW, Vivetta, collezione autunno-inverno 2015/16 Foto: Ansa


Venerdì 25 la giornata si apre con Blumarine e prosegue con Emporio Armani, Uma Wang, Sportmax, Etro, Iceberg, Marco De Vincenzo, Tod's, Philosophy di Lorenzo Serafini, Aigner e Versace, che per questa edizione lascia la storica location di Via del Gesù - giudicata troppo piccola dalla maison - per sfilare in Piazza VI febbraio, dove c'era la vecchia Fiera.

Fuori calendario la passerella di Giamba. Sabato 26 settembre comincia con Bottega Veneta, prosegue con Daizy Shely, Antonio Marras e vede in programma il debutto di Peter Dundas come direttore creativo di Roberto Cavalli. Nella stessa giornata sfilano Leitmotiv, Ermanno Scervino, Jil Sander, Cividini, Gabriele Colangelo, Aquilano.Rimondi, Dsquared2, Elisabetta Franchi e Grinko. Domenica 27 il primo in passerella è Alberto Zambelli, cui seguono Marni, John Richmond, Laura Biagiotti, Andrea Incontri, Msgm, Salvatore Ferragamo, Trussardi, Au jour le jour, Missoni e Damir Doma. Fuori calendario la maison big di giornata, Dolce e Gabbana. Lunedì 28 è l'Armani Day: lo stilista come sempre chiude la settimana con una doppia sfilata, incorniciata dalle passerelle mattutine di Vivetta e Arthur Arbesser e da quelle pomeridiane di Angelo Marani, Mila Schön, San Andres Milano e Fatima Val.

Ricchissimo anche il calendario delle presentazioni, con un'ottantina di appuntamenti, e quello degli eventi, con cocktail e mostre a cielo aperto. Tra le star attese per la fashion week Kate Moss e Cara Delevingne, che mercoledì 23 saranno nel nuovo megastore Mango di Corso Vittorio Emanuele per il lancio della nuova campagna del marchio, che le vede protagoniste. L'evento ad alto tasso di celebrities della settimana è il galà dell'Amfar, il 26 settembre alla Permanente, dove sono attese le star Dakota Johnson e Michelle Rodriguez, top come Heidi Klum e Irina Shayk, oltre ai nomi della moda Dean & Dan Caten, Eva Cavalli, Renzo Rosso, Peter Dundas, Angela Missoni, Remo Ruffini e Franca Sozzani.


Carlo Capasa


"Lo scorso settembre erano 137 - nota il presidente della Camera Nazionale della moda Italiana, Carlo Capasa - c'è un'energia forte che si sente". Un fervore che trova conferma a livello commerciale: "il 2014 si è chiuso con un +3,8% di fatturato sul 2013 e nel 2015 era atteso un +7% con 65 miliardi di fatturato. I primi sei mesi dell'anno - dice Capasa - hanno avuto una crescita in linea con il 2014, ma alla luce di quanto successo in Cina non mi sento di confermare una crescita del 7%. Comunque sarà un anno positivo".

Dei 61 miliardi di euro fatturati lo scorso anno, 50 vengono dall'export, logico quindi che ci sia preoccupazione anche per la situazione russa: "La Russia è un mercato dove esportiamo tantissimo, aspettiamo cosa succede, come aziende possiamo solo impegnarci a sostanziare il Made in Italy". Per farlo, la Camera della Moda "punta forte sulla sostenibilità: a ottobre - annuncia Capasa - saremo pronti con lo standard per le materie chimiche". Studiando i criteri che rendono un capo sostenibile, "abbiamo scoperto che nelle aziende italiane venivano già applicati: siamo un Paese già avanti ma spesso non riusciamo a comunicarlo".

Il protocollo studiato con Sistema Moda Italia e con il coinvolgimento di Federchimica sarà proposto alle altre camere della moda internazionali, con le quali c'è un coordinamento anche a livello di calendari internazionali. Se si trovasse un accordo complessivo a livello internazionale per affrontare il problema della coincidenza tra le sfilate e la festività ebraica di Yom Kippur, che quest'anno cade tra il 22 e il 23 settembre, durante le sfilate milanesi, "sarei il primo a sottoscriverlo, ma - precisa Capasa - deve essere complessivo". Per quest'anno "era impossibile spostare o cancellare un giorno di sfilate: ci sono - sottolinea il presidente della camera della Moda - 170 happening su 6 giorni".

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