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25 lug 2017
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Michael Kors compra Jimmy Choo

Pubblicato il
25 lug 2017

L’azienda statunitense di prodotti di lusso Michael Kors ha raggiunto un accordo per acquistare per 896 milioni di sterline (poco più di un miliardo di euro, dunque più degli 800 milioni di sterline che erano attesi) il marchio britannico di calzature e accessori di alta/altissima gamma Jimmy Choo, che era in vendita da aprile ed è quotato in Borsa a Londra.

Jimmy Choo, PE 2018 - Jimmy Choo


Sulla base dei termini concordati per l’operazione, gli azionisti di Jimmy Choo riceveranno 230 pence per azione (il che rappresenta un premio del 36,5% rispetto al valore mostrato dal titolo azionario del brand il 21 aprile scorso), a valorizzare l’azienda 1,35 miliardi di dollari, pari a 1,16 miliardi di euro, o poco più di un miliardo di sterline. La transazione è stata approvata da entrambi i CdA.

Una mossa che appare come una risposta diretta al principale competitor di Michael Kors, ovvero il marchio di borse e accessori Coach, che ha appena comprato il brand Kate Spade per 2,4 miliardi di dollari. La mattina del 25 luglio, il titolo di Jimmy Choo a Londra è subito schizzato in alto, registrando punte di crescita del 17% e oltre.

Il Presidente e CEO di Michael Kors, John D. Idol, ha riferito in un comunicato ufficiale che: “Pierre Denis continuerà a svolgere l’incarico di Chief Executive Officer di Jimmy Choo, dopo aver guidato l’azienda dal 2012 a oggi, anni nei quali Jimmy Choo ha registrato un incremento delle vendite pari all'11% in media ogni anno. Pierre possiede più di 25 anni di esperienza e una gradissima conoscenza delle strategie di sviluppo di marchi di lusso di portata globale. Inoltre”, ha continuato Idol, “la direttrice creativa Sandra Choi continuerà a guidare i team stilistici aziendali. Sandra è stata con Jimmy Choo fin dall'inizio e ne è stata l’unica direttrice creativa dal 2013. La sua visione innovativa e artistica ha definito un marchio di lusso veramente iconico e famoso internazionalmente”.

Idol ha poi aggiunto che i due manager, unitamente a tutti i team della società “hanno fatto un lavoro straordinario” nel corso degli anni, e che quindi era giusto dare una continuità nella leadership del brand fondato nel 1996 a Londra dallo stilista malaysiano di etnia cinese Jimmy Choo Yeang Keat insieme all’allora editrice di “Vogue” Tamara Mellon, la quale contribuì alla fondazione utilizzando i soldi di suo padre, l'imprenditore Tom Yeardye. Oggi il brand è di proprietà della società d’investimenti JAB Luxury, con sede in Lussemburgo, che ne controlla il 67,66%. La società è a sua volta di proprietà della famiglia tedesca Reimann, che ha da tempo manifestato il desiderio di volersi concentrare su aziende attive nei settori del Food e del Beauty (di ieri infatti le voci riguardanti una prossima cessione da parte loro anche del brand Belstaff).
 
Sempre secondo la nota ufficiale dell’operazione, Michael Kors Holdings Limited ritiene che l'acquisizione aumenterà il valore economico dell'impresa e porterà ad un aumento del valore a lungo termine del proprio titolo azionario. Ma soprattutto prevede che l’acquisto di Jimmy Choo porterà un gran numero di vantaggi pratici, tra i quali: la possibilità di far crescere le vendite del marchio inglese di calzature e accessori fino a 1 miliardo di dollari; un portafoglio più bilanciato con una maggiore diversificazione dei prodotti; un miglioramento del suo posizionamento nel settore molto attraente e in crescita delle calzature di lusso; l’opportunità di crescere in particolare nella categoria delle scarpe da uomo di alta gamma e un’ulteriore espansione nel mercato degli accessori di lusso; una maggiore esposizione sui mercati globali, in particolare su quello in rapida crescita dell’Asia; e infine la possibilità di creare sinergie produttive a lungo termine. Michael Kors ha anche precisato di voler accompagnare la crescita del brand aprendo in proiezione futura nuovi punti vendita e curando maggiormente le vendite online.

Michael Kors, Resort 2017 - Mario Testino/MK


Il marchio Michael Kors, rinomato per i suoi accessori (soprattutto per le borse), ma anche per la sua linea di abbigliamento prêt-à-porter, è stato lanciato nel 1981 dall’omonimo stilista, che oggi ne è ancora presidente onorario e direttore creativo. Quotato alla Borsa di New York, MK è oggi presente in più di 100 nazioni nel mondo e realizza vendite annue pari a 4,5 miliardi di dollari (3,86 miliardi di euro).
 
Jimmy Choo possiede invece 150 boutique monomarca a gestione diretta e 60 in franchising nel mondo, è distribuito in oltre 560 negozi multimarca e indica di essere presente nei grandi magazzini più prestigiosi del pianeta. La sua presenza è forte soprattutto in Europa, America e Asia, soprattutto in Medio Oriente. Nel 2016, la società ha registrato un fatturato di 364 milioni di sterline (circa 406,9 milioni di euro), e un utile netto di 15,4 milioni di sterline (17,2 milioni di euro).

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