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Pubblicato il
18 gen 2017
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MFW: da Armani sfilano i giovani ed è una gara senza vincitori

Di
Ansa
Pubblicato il
18 gen 2017

E' una gara senza un vincitore, perché l'importante è aver dato a ognuno "la possibilità di esprimere le proprie idee", come spiega il presidente di Camera Moda Carlo Capasa, la sfilata collettiva di giovani designer ospitata da Giorgio Armani nel suo teatro, a chiusura dei giorni di moda maschile per il prossimo inverno.


In passerella i capi del giapponese Yoshio Kubo, ispirati a una cavalcata su un cavallo selvaggio: pantaloni da gaucho, grembiuli in seta a fantasie equestri, bomber di vernice con immagini di puledri al galoppo, poncho con le cinghie da portare a tracolla o come uno zaino, pellicce d'agnello e maglioni con le frange.

Il 42enne Kubo, che ha studiato a Philadelphia, dopo un'esperienza nell'alta moda a New York ha fatto ritorno in Giappone, lanciando tre brand. Oggi, comunque era visibilmente emozionato: "Armani è una leggenda, ha visto la mia collezione e - dice soddisfatto - gli è piaciuta".

Paradossi e contrasti sono l'anima della collezione firmata Consistence, disegnata dalla 27enne cinese Fang Fang: il punto di partenza infatti è l'abito formale, ma le impunture sono a vista, gli orli sfrangiati, come se il lavoro non fosse finito. Il blazer distrutto si incrocia con il trench, si innesta sul cappotto, si mischia al bomber, si trasforma in piumino, caldo come la felpa di visone e il bomber di volpe.

Il malesiano Moto Guo, con la sua moda un po' pazza, regala momenti di ilarità in platea: le braghette da bambina e lo scialle della nonna lavorato all'uncinetto e decorato da tulipani, i pantaloni-vaso da cui fa capolino il mazzo di fiori tricottato sul maglione, la polo di maglia con il bordino ricamato e il pull con i cigni che si baciano, il cappellino con l'elica che gira e gli occhiali con lacrima incorporata, la collana di perline e il cardigan verde mela con i bermuda a vita alta che fanno tanto infanzia infelice. Qualcuno ride, ma scatta foto, perché poi quel maglioncino con i tulipani non era così male. "Cerco di esplorare il lato divertente del design, anche - racconta il 26enne malesiano - con delle idee un po' pazze. Non mi interessa quel che pensano gli altri".

"Come sono andati i ragazzi?" chiede premuroso Giorgio Armani alla fine della sfilata. Lui li ha ospitati, ma ha lasciato che fosse Carlo Capasa a fare gli onori di casa, per non rubare la scena ai giovani colleghi. A chi gli racconta che Moto Guo ha suscitato qualche risata risponde protettivo: "vi ha fatto ridere? Beh, almeno ha fatto qualcosa".

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