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Pubblicato il
26 nov 2014
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Massimo Carraro (Presidente-CEO Morellato): "La crisi in Cina non è un problema del mercato, ma dei marchi di lusso!"

Pubblicato il
26 nov 2014

È stata svelata mercoledì a Milano la nuova linea di orologi Trussardi, prodotta e distribuita in licenza dal gruppo Morellato, leader mondiale nel settore dei cinturini per orologi.

Oltre a Trussardi, il più grande gruppo di gioielleria e orologeria in Europa a capitale totalmente italiano conta nel suo portafoglio di licenze anche Just Cavalli, Maserati, John Galliano e Pepe Jeans London. A questi si aggiungono i propri marchi: Morellato, Sector, Philip Watch, Pianegonda, Chronostar e l’insegna Bluespirit.

Massimo Carraro, Presidente e CEO di Morellato Group


In occasione del lancio della linea Trussardi, il Presidente e CEO di Morellato Group, Massimo Carraro, ha fatto il punto con FashionMag.com sull’attuale mercato dell’orologeria.

FashionMag.com: Il mercato dell’orologeria deve affrontare un’importante crisi in Asia, specialmente in Cina. Qual è la sua analisi?

Massimo Carraro:
La crisi in Cina non è un problema del mercato, ma dei marchi di lusso! Sono quelli che hanno gli over stock che hanno un problema, e non il mercato. Certo i consumi di beni di lusso hanno rallentato in Cina, ma continuano a crescere, seppure ad un ritmo più moderato e sostenibile. La normalità è la situazione di oggi, non quella di ieri! Negli ultimi anni si era creata una grande bolla sul lusso vero e anche su quello falso, cioè quello generato da marchi che hanno cominciato a vendere i loro prodotti a prezzi sovradimensionati rispetto alla loro consistenza.

FM: Quindi cos’è successo?

MC:
Ci sono dei marchi di lusso che hanno aperto troppe boutique. Certe griffe francesi e italiane sono arrivate ad avere più negozi a Shanghai che in tutto il mercato europeo! Come può essere sostenibile una strategia di questo tipo? Ci vuole un approccio più normale. Nell’alto di gamma, la Cina si sta strutturando intorno ad un mercato premium e un mercato lusso. Il nostro gruppo è posizionato nel mercato premium, e andiamo molto bene. Quest’anno in Cina registriamo una crescita del 20% a parità, rispetto al 2013.

FM: Come vede la crisi russa?

MC
: In Russia, c’è una crisi vera. Ad innescare la miccia è stata la politica. C’è stato il calo del prezzo delle materie prime e soprattutto il deprezzamento del rublo, che rende più difficile l’acquisto di prodotti d’importazione, al di là delle sanzioni europee. Inoltre, come la Cina, anche il mercato russo è diventato più maturo, con consumatori informati che distinguono il lusso dal premium. C’è una contrazione vera, ma resta un mercato di grande potenzialità. Il consumo tornerà quando ci sarà di nuovo una stabilità politica e finanziaria. A quel punto, ci si troverà davanti a un mercato più simile alla Cina di oggi, che alla Russia di ieri.

FM: Tutte le griffe di moda hanno ormai la propria linea di orologi. Non pensa che si rischi una saturazione del mercato, una vera e propria overdose?

MC:
Tutto è già in overdose nel mondo contemporaneo! Dall’abbigliamento, all’accessorio, all’e-commerce. Se si ha una proposta di qualità, con un giusto rapporto qualità/prezzo e una forte identità da esprimere, il mercato lo recepisce. È vero, tuttavia, che in un mercato sovraffollato, non sempre c’è lo spazio per i marchi veri.

FM: Come si colloca oggi il gruppo Morellato e quali sono i suoi principali mercati?

MC:
Prevediamo di chiudere il 2014 con un fatturato di 180 milioni di euro, in leggera crescita rispetto al 2013. La buona notizia è che l’Italia, che rappresenta il nostro primo mercato con il 50% sulle nostre vendite totali, non è più in calo. La crescita viene dall’estero, in particolare dalla Francia, il nostro secondo mercato con il 10% delle vendite, seguita dagli Emirati Arabi e poi dalla Cina.

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