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Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
22 ago 2018
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Mango riduce le perdite nel 2017

Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
22 ago 2018

In piena svolta omnichannel, come molte insegne di abbigliamento, Mango prova a resistere adattando il suo modello per non subire troppo i cambiamenti del consumo tessile. Sempre in crescita dal suo lancio nel 1984, la catena spagnola ha registrato nel 2016 le prime perdite nette, che ha ridotto della metà nel 2017, anno in cui si sono attestate a 33 milioni di euro (contro i -61 milioni nel 2016), come ha dichiarato la società in un comunicato.

Campagna autunno/inverno 2018 con Amber Valletta e Carolyn Murphy, di Mario Sorrenti - Mango


Il giro d’affari sui 12 mesi del 2017 ha raggiunto 2,194 miliardi di euro, in flessione del 2,9% rispetto allo scorso anno. È soprattutto il canale di vendita online che consente a Mango di limitare le perdite: l’e-commerce è infatti cresciuto del 15,4%, a 339,2 milioni di euro, arrivando a pesare per il 15,5% sulle vendite totali.
 
Inoltre, la società ha registrato un incremento dell’EBITDA, passato da 77 milioni di euro del 2016 a 115 milioni del 2017, con una crescita del 50%. Mango precisa che il secondo semestre, caratterizzato da temperature elevate nei principali mercati, ha smorzato le performance: “Se le vendite del secondo semestre fossero continuate sull’onda di quelle della prima metà dell’anno, il gruppo sarebbe tornato in utile, il che era uno dei nostri obiettivi principali all’inizio dell’anno”, ha dichiarato Daniel Lopez, Vice-Presidente esecutivo di Mango. Il manager si mostra tuttavia piuttosto fiducioso per l’anno in corso, poiché le vendite della collezione primavera 2018 avrebbero registrato cinque mesi di crescita continua, grazie al Web.

La catena fondata a Barcellona dovrebbe raggiungere il tetto del 20% di fatturato realizzato online nel 2019. Nel 2017 le transazioni effettuate tramite dispositivi mobili hanno superato quelle realizzate al computer. La piattaforma del brand avrebbe registrato 450 milioni di visite lo scorso anno, ossia 50 milioni in più del 2016. Quest’anno, Iran e Ucraina si uniranno all’elenco di 83 Paesi in cui Mango possiede un e-shop.
 
Quanto alla strategia retail di Mango, essa è incentrata sulla realizzazione di negozi di grandi dimensioni (oltre 1.100 metri quadrati) che ospitano tutta la sua offerta (uomo, donna, bambino). Sui 2.190 punti vendita fisici gestiti (ossia 812.000 metri quadrati, +1,8%), 211 sono classificati come mega store, di cui una ventina inaugurati nel 2017. Un trend avviato nel 2012: da sei anni, la dimensione media dei negozi è aumentata del 54%, visto che al contempo numerosi spazi più piccoli sono stati chiusi. Ed è sul modello del franchising che Mango punta per le prossime aperture: l’obiettivo per il 2018 è di aggiungere 45.000 metri quadrati di boutique in franchising in tutto il mondo. Mango ha realizzato il 77% del proprio fatturato al di fuori del mercato domestico.
 
Per sostenere la trasformazione dell’insegna, nel 2017 è stato stanziato un budget di 45 milioni di euro, dedicato principalmente al rinnovamento dei sistemi informatici. Tale investimento ha permesso di ricorrere all’intelligenza artificiale per promuovere al meglio alcuni prodotti online e via email, oltre a supportare la creazione di un “servizio clienti”. Questo team, guidato da Guillermo Corominas (in precedenza Direttore della Comunicazione), ha come obiettivo di conoscere a fondo i clienti per proporre loro le migliori offerte e aumentarne la fidelizzazione. Nel 2018, gli investimenti dovrebbero raggiungere i 50 milioni di euro.
 
Infine, la società spagnola ha ridotto il proprio debito di 202 milioni di euro lo scorso anno, portandolo a 415 milioni di euro rispetto ai 617 milioni del 2016.

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