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6 lug 2017
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Made in Italy, CSC: boom negli USA per il bello e ben fatto italiano

Di
APCOM
Pubblicato il
6 lug 2017

In forte crescita negli USA il bello e ben fatto italiano. Con oltre 50mila euro di PIL pro-capite, ma soprattutto con circa 37mila euro di reddito disponibile per consumatore, gli Stati Uniti sono il mercato avanzato con il maggiore potere d’acquisto. Nonché il più grande, considerando la popolazione residente di oltre 320 milioni di persone e il ceto medio di oltre 220 milioni.

askanews


Gli americani amano le cose belle provenienti dall’Italia, i prodotti belli e ben fatti in grado di incorporare e trasmettere quello che più cercano dal Bel Paese: la cultura. E’ la fotografia scattata dal Centro Studi di Confindustria.

Dai dati elaborati per l’ultimo rapporto “Esportare la dolce vita” emerge che negli USA sarà almeno del 28% la crescita cumulata tra il 2016 e il 2022 di importazioni di prodotti belli e ben fatti provenienti dall’Italia, fino a raggiungere quasi 13 miliardi nel 2022 (2,8 miliardi in più nei prossimi sei anni), confermandosi il primo mercato per il bello e ben fatto italiano.

Questa previsione rappresenta solo lo scenario prudenziale, di conservazione delle quote di mercato. Con l’aumento delle quote, l’import potenziale dall’Italia potrebbe arrivare fino a 20 miliardi.

I prodotti italiani hanno già conquistato tra il 2011 e il 2015 una fetta più ampia delle importazioni americane nella maggior parte dei settori analizzati (in particolare: alimentare, abbigliamento e tessile-casa, calzature e occhialeria) o, comunque, hanno consentito all’Italia di rimanere il primo esportatore dell’Unione Europea negli USA (nell’arredamento e nella oreficeria/gioielleria).

Tuttavia, il posizionamento dell’Italia negli States è ancora inferiore al potenziale e, quindi, la crescita nei 50 stati federati americani rappresenta una grande opportunità per le imprese nostrane del bello e ben fatto.

Fonte: APCOM