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Pubblicato il
13 feb 2014
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Levi Strauss perde intensità nell'ultimo trimestre

Pubblicato il
13 feb 2014

Nel 2013, Levi Strauss ha cominciato a cogliere i frutti della drastica riduzione dei costi operativi che ha implementato. Da molte stagioni, infatti, il gruppo americano ottimizza, globalizza, centralizza e razionalizza processi e team per migliorare la redditività.

Ultimo trimestre delicato per il gruppo Levi's nel 2013. Foto: Levi's.


Risultato finale: nell'esercizio 2013, chiuso il 24 novembre, il proprietario di Levi’s e Dockers ha messo a segno un incremento di fatturato del 2% rispetto all'esercizio precedente, a 3,449 miliardi di euro (4,682 miliardi di dollari USA). Il suo utile netto ha fatto un bel balzo, passando da 106 a quasi 169 milioni di euro. L'utile operativo è invece passato da 246 a 343 milioni di euro. Oltre a non dover sostenere in questo esercizio i costi finanziari del ritiro dal mercato asiatico del suo marchio Denizen, il gruppo ha saputo controllare l'evoluzione dei suoi costi generali complessivi, beneficiando inoltre di tassi di cambio favorevoli. Ma si è anche (e forse soprattutto) avvalso di prezzi del cotone più vantaggiosi sui prodotti che ha venduto durante il primo semestre 2013, che gli hanno consentito di generare un margine lordo alquanto lusinghiero.

Un ultimo trimestre più complicato
Effetto che sembra però essersi evaporato nell'ultimo trimestre. In effetti, il gruppo vede ristagnare il proprio fatturato, a 954 milioni di euro, e affondare l'utile netto, che passa da 39 a 12,5 milioni di euro. Nel trimestre, il gruppo ha registrato un maggior numero di vendite a prezzi scontati e un calo delle vendite all'ingrosso dei prodotti 'Junior' e 'Misses' nell'area delle Americhe. Anche le sue spese pubblicitarie sono aumentate, soprattutto per il lancio della linea donna “Revel” e la sua campagna 'Modern Frontier for Levi’s'.

Più in dettaglio, le sue vendite in America progrediscono dell'1%, a 610 milioni di euro, crescita sostenuta dalle vendite dei prodotti maschili, di Levi’s come di Dockers, ma con un utile operativo in ribasso del 7%, a 98 milioni. L’Asia-Pacifico ha avuto i risultati migliori, con un fatturato aumentato del 2%, a più di 138 milioni di euro, soprattutto grazie al lancio di “Revel”, secondo il gruppo. L'utile operativo ha invece sfiorato i 15 milioni di euro, aumentando del 67%.

Venti contrari in Europa, continente dove il gruppo accusa un calo di fatturato pari al 5%, a oltre 205 milioni di euro. Levi's spiega questa contrazione con il calo delle vendite fra i dettaglianti multimarca e nei suoi franchising, che lo sviluppo dell'attività dei suoi negozi e della rete in proprio non arriva a compensare.

Olivier Guyot (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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