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Pubblicato il
16 lug 2015
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Levi Strauss: il fatturato cala del 6% nel secondo trimestre

Pubblicato il
16 lug 2015

Nel 2° trimestre, chiuso il 31 maggio, il gruppo Levi Strauss fatica a presentare indicatori positivi. Il gruppo proprietario di Levi’s e Dockers vede calare infatti il fatturato del 6% rispetto allo stesso periodo di un anno prima, a 1,012 miliardi di dollari (923 milioni di euro). 

Levi's sperimenta fortune alterne a seconda delle regioni - Levi's


Il gruppo precisa tuttavia che il suo fatturato prima dell'applicazione dei tassi di cambio cresceva dell'1%. Questa osservazione vale anche per il risultato operativo, che accusa un calo del 26%, crollando a meno di 47 milioni di dollari (meno di 43 milioni di euro).

Al peso delle variazioni dei tassi di cambio si aggiunge quello del piano di riorganizzazione del gruppo, che dovrebbe consentirgli di risparmiare da 175 a 200 milioni di dollari all'anno a partire dal 2017.

Crescita delle vendite in Europa
Tuttavia, a seconda delle zone geografiche, le realtà sono diverse. Nell'area delle Americhe, il gruppo vede calare le vendite del 4%, a 622 milioni di dollari (567 milioni di euro). Il gruppo spiega questa contrazione con l'esternalizzazione della linea Dockers per la donna. A seguito degli investimenti in pubblicità e nel retail, l'utile operativo si contrae invece del del 6%, a 103 milioni di dollari (94 milioni di euro).

In Europa, la preoccupazione principale deriva dal rafforzamento del dollaro di questi ultimi mesi. Così, il fatturato cala del 15%, a 222 milioni di dollari (202 milioni di euro), mentre prima dell'applicazione dei tassi di cambio il giro d'affari era in crescita di quasi l'8%.

L'impatto è ancora più evidente sul risultato operativo della zona, che cala del 12%, pur registrando una crescita in doppia cifra prima dei cambi. Una performance legata allo sviluppo della rete di boutique, secondo il gruppo.

Infine, in Asia il fatturato cala del 5%, a 168 milioni di dollari (153 milioni di euro) e l'utile operativo del 38%, a 15 milioni (14 milioni di euro). Prima dei cambi, il fatturato aumenta del 2%, ma l'utile operativo, soggetto a forti promozioni, accusa comunque un ribasso del 34%.

Al termine, il gruppo mostra un utile netto di 12 milioni di dollari (quasi 11 milioni di euro). L'utile prima di interessi e imposte (EBIT) si contrae a 63 milioni di dollari (57 milioni di euro).

Secondo Chip Bergh, il CEO del gruppo, Levi Strauss dovrebbe, prima dell'applicazione dei tassi di cambio, registrare delle crescite di fatturato e di EBIT al termine dell'esercizio.

Olivier Guyot (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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