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Di
AFP
Pubblicato il
17 dic 2012
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Levi's s'impegna a produrre jeans "puliti" entro il 2020

Di
AFP
Pubblicato il
17 dic 2012

Levi's, il gigante americano dei jeans, si è impegnato a cessare il rilascio di qualsiasi sostanza chimica pericolosa entro il 2020 e ha presentato una serie di misure concrete volte a ottenere questo risultato, che hanno suscitato la reazione positiva dell'ONG Greenpeace. "Quest'impegno di Levi's costituisce una vittoria per i coloro che abitano nelle vicinanze degli stabilimenti produttivi, che sono direttamente interessati da queste emissioni di sostanze tossiche, e anche per tutti i Paesi in cui questo marchio è presente", ha dichiarato Greenpeace in un comunicato. L'ONG negli ultimi giorni aveva dato il via a un'azione internazionale volta a incoraggiare Levi's ad impegnarsi sulla questione (vedi video sotto).


Levi's ha ribadito, in un comunicato in data 12 dicembre, la sua intenzione di ridurre a zero il rilascio di ogni sostanza chimica pericolosa in tutta la sua catena produttiva entro il 2020, un impegno già preso nel 2011. 



"All'epoca, il contesto non era ben definito. Mancavano date precise e azioni formulate concretamente per eliminare tali sostanze. Si trattava solo di un greenwashing", ha dichiarato all'AFP Martin Besieux, uno dei responsabili della campagna di Greenpeace contro i prodotti pericolosi nei vestiti. La firma americana si è ora impegnata a esigere da 15 dei suoi maggiori fornitori che possiedono numerose fabbriche in Cina, in Messico o in altre location, di rendere pubblici entro giugno 2013 i loro dati sulle sostanze chimiche che utilizzano. Da qui alla fine del 2013 saranno interessati dal provvedimento altri 25 fornitori. Secondo Martin Besieux, l'obbligo di informazione creerà una "dinamica". "Se dovete dichiarare al pubblico i prodotti tossici che utilizzate, dovrete cercare una soluzione per ridurre l'inquinamento", assicura.

Un'illustrazione di Louison per Greenpeace (via Greenpeace Francia)

Levi's ha anche promesso di eliminare nel 2013 qualsiasi utilizzo di etossilati di nonilfenolo (NPE), prodotti considerati come dei "perturbatori del sistema endocrino" (sospettati di avere un'incidenza sulla riproduzione e d'incrementare il rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro) e di PFC (composti perfluorati) entro la fine del 2015. Nel 2011, Greenpeace aveva lanciato la campagna "detox" per denunciare l'uso da parte dei grandi marchi di abbigliamento di prodotti pericolosi per la salute. Secondo l'ONG, prima di Levi's altri sette grandi brand (Puma, Nike, Adidas, H&M, M&S, C&A e Li-Ning) si erano già impegnati a non utilizzare più delle sostanze chimiche pericolose, a seguito della pressione di Greenpeace.

Versione italiana di Gianluca Bolelli; fonte: AFP

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