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12 giu 2015
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Kiabi scommette sull'Italia

Di
Ansa
Pubblicato il
12 giu 2015

I giganti del settore sono avvisati: "in Italia, il nostro obiettivo è quello di diventare il leader della moda a piccoli prezzi entro il 2020" dice Patrick Stassi, direttore generale Italia di Kiabi, la catena francese di moda low cost per tutta la famiglia, fondata nel 1978 a Lille dalla famiglia Mulliez, fondatrice anche di Auchan, Leroy Merlin, Decathlon e Pimkie. Con un giro d'affari mondiale di 1,558 miliardi di euro nel 2014, la catena è cresciuta dell'8,7 % rispetto al 2013 ed è presente in 10 paesi: Francia, Spagna, Italia, Portogallo, Russia, Belgio, Paesi Bassi, Marocco, Malta e Polonia.

In Italia nel 2014 ha registrato un fatturato cross canal di 110 milioni di euro e prevede di chiudere il 2015 a quota 130 milioni di euro. Oggi Kiabi è presente con 21 punti vendita in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna , Veneto, Lazio, Abruzzo e Marche e conta di aprire altri 4 negozi nel secondo semestre dell'anno.

Il piano di espansione dal 2015 al 2017 prevede globalmente l'apertura di 10 negozi ogni anno. "Abbiamo iniziato con un posizionamento in spazi commerciali fuori dalle città secondo il modello francese, ma - racconta Stassi - ci stiamo riposizionando all'interno dei centri commerciali per essere più appetibili, in un secondo tempo punteremo ad essere presenti nei centri delle città, ma bisogna camminare prima di correre".

A livello di prodotto, "il nostro posizionamento è nella fascia di mercato di H&M o Ovs ma siamo meno cari del 20%, questa è la nostra caratteristica ma - sottolinea Stassi, a Milano per la presentazione delle nuove collezioni - qualcuno può sempre arrivare con prezzi meno alti dei nostri, perciò noi puntiamo sulle nostre forze: la moda per tutti, punti vendita moderni con mini corner tematici e la relazione con il cliente, su cui lavoriamo sia in negozio sia sul sito internet". Tra i servizi lanciati dalla catena c'è anche la e-prenotazione, che consente di scegliere sul web i propri capi preferiti e provarli in negozio, senza obbligo di acquisto.

Proprio per la filosofia della catena, "che è quella di essere accessibile a tutta la famiglia in tutte le fasi della sua vita, compreso premaman e le taglie comode", "non pensiamo - spiega Stassi - di fare sfilate, lanciare capsule collection firmate né ingaggiare testimonial famosi perché non sarebbe coerente con i nostri valori di prossimità con il cliente". Per essere vicini alla clientela in ogni fase della vita, l'azienda ha recentemente lanciato un abito da sposa a 60 euro, con top e gonna midi, da riutilizzare in altre occasioni, magari con le scarpe da tennis da 20 euro proposte per il giorno del sì.
Tutte le creazioni sono realizzate stilisticamente a Lille da un team di 80 stilisti aiutato da un trends lab interno che studia le tendenze. Il dna è francese, lo spirito internazionale, la mission democratica perché "i clienti - conclude Stassi - sono i nostri principali ambasciatori".
 

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