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Pubblicato il
16 set 2014
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Jane Reeve (DG Camera della Moda): "A Milano, ci sono contemporaneamente stile e manifattura, è unica!"

Pubblicato il
16 set 2014

Arrivata ad inizio 2014 a guidare la Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI), rivestendo l'incarico di amministratore delegato, la manager inglese fa un primo punto della situazione, raccontando a FashionMag.com i progetti attuati per aumentare la notorietà e la profondità della Fashion Week di Milano, che inizia mercoledì 17 settembre.

L'AD della Camera della Moda, Jane Reeve


FashionMag.com: Lei è arrivata a guidare la Camera della Moda in gennaio. Inglese, in precedenza lavorava per un'agenzia pubblicitaria. Quale idea si è fatta della moda italiana?

Jane Reeve: Ciò che più mi ha colpito, sono tutti gli sforzi e l'energia che si nascondono dietro ogni collezione, un lavoro incredibile ripetuto ogni sei mesi. C'è un notevole impegno da parte delle aziende, che spesso non è percepito all'esterno. Ecco perché ho pensato di realizzare numerose iniziative durante la Settimana della Moda, in modo che il settore si apra maggiormente al pubblico.

FM: Che cos'ha previsto per avvicinare il mondo molto chiuso della moda al grande pubblico?
JR: Per cominciare, abbiamo creato un sito Internet specificamente dedicato alla Settimana della Moda, e in futuro ogni Fashion Week avrà il proprio website. Lo scorso weekend, abbiamo anche lanciato il primo "Fashion Film Festival Milano", gratuito e aperto a tutti. Per la prima volta, andremo anche ad aprire al pubblico il nostro "Fashion Hub", il centro che ospita tutta l'organizzazione della Fashion Week all'interno di Palazzo dei Giureconsulti, situato in pieno centro, dove si potrà assistere a diversi eventi a contatto diretto con degli artigiani, dei giovani stilisti, ecc. Inoltre, abbiamo organizzato un dibattito, sempre aperto al pubblico, con il boss di Diesel, Renzo Rosso, il 21 settembre.

FM: In compenso, ha dovuto faticare per riuscire ad allestire il calendario delle sfilate. Avendo poi Giorgio Armani anticipato il proprio show, l'ultima giornata di lunedì risulta priva di grandi nomi in questa stagione...

JR: E' vero, il calendario rimane una situazione delicata, che può e deve essere migliorata. Innanzitutto c'è la questione Dolce & Gabbana, marchio che non fa più parte dell'associazione. L’altro punto critico è quello del calendario. Noi cerchiamo di accontentare tutti, ma è quasi impossibile! Abbiamo la fortuna di avere molte grandi griffe, ma talvolta è difficile farle ragionare come un gruppo. A Parigi, la Fédération Française de la Couture ha a che fare principalmente con due macro-gruppi. Quanto a Londra, quanti sono i suoi grandi nomi?

FM: Quest'anno, il budget a disposizione della Camera della Moda è notevolmente aumentato. Come ha utilizzato questo maggiore apporto finanziario?

JR: Siamo passati da quasi 1,5 milioni di euro nel 2013 a circa 4,5 milioni nel 2014. Ma questo budget resta ancora inferiore rispetto a quello dei nostri concorrenti, come Londra. Questo ci ha permesso di fare più comunicazione e di attuare dei progetti a sostegno dei giovani stilisti, aiutandoli per esempio a organizzare la loro sfilata. Abbiamo anche assunto un avvocato, che possa aiutarli sul piano legale. Infine, abbiamo invitato alla Fashion Week dei buyer e dei giornalisti provenienti dal Giappone e da Londra.

FM: Vi siete avvicinati a Londra?

JR: A fine agosto, abbiamo incontrato la direzione del British Fashion Council. Siamo concorrenti, certo, ma possiamo collaborare su certi temi, per esempio nel quadro di scambi per sostenere brand emergenti, o per condividere con loro dei progetti, o ancora per trovare insieme degli sponsor globali.

FM: Per le prossime Settimane della Moda di Milano, è in previsione un cambiamento del vostro baricentro per spostarvi vero il nuovo quartiere di Porta Nuova?

JR: Stiamo negoziando con il gruppo immobiliare Hines, che gestisce il progetto di questa importante riqualificazione urbana. A partire dal 2015, prevediamo di utilizzare lo spazio di 5.000 metri quadri situato sotto il giardino per crearvi il nostro “Fashion Hub” durante la Settimana della Moda dedicata alla Donna e centralizzarvi le sfilate all'interno di due sale. Anche il nuovo padiglione-auditorium che la banca UniCredit ha costruito nel quartiere potrebbe essere utilizzato nel corso della Fashion Week. Con le sue torri e i suoi edifici moderni, Porta Nuova sarà la nuova anima della città e noi vorremmo animarla con tanti eventi. Detto questo, i nostri grattacieli rischiano di far sorridere i cinesi! Ecco perché dovremo mantenere un equilibrio e continuare ad organizzare degli eventi in centro, dove si trova il patrimonio storico di Milano.

FM: Che cosa distingue Milano dalle altre capitali della moda?

JR: A Milano, ci sono lo stile e la manifattura, è unica! La città beneficia contemporaneamente di una concentrazione senza pari di grandissimi nomi di couturiers, e di un importante rete di aziende manifatturiere, rinomate per l'alta qualità dei loro servizi. Tutti vengono a produrre in Italia. E' un fatto indiscutibile!

Dominique Muret (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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