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Pubblicato il
5 set 2013
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Ittierre verso un’ampia ristrutturazione

Pubblicato il
5 set 2013

In difficoltà per via della crisi, il gruppo di tessile-abbigliamento di Pettoranello (Molise) cerca soluzioni per rilanciarsi. Il 3 settembre Antonio Bianchi, il patron del gruppo Albisetti, che ha rilevato nel 2011 l’azienda specializzata nella produzione di marchi in licenza, è stato convocato presso il Ministero dello Sviluppo Economico in presenza delle istituzioni locali (comune, provincia, regione). Nel corso della riunione la proprietà ha annunciato la sua intenzione di presentare un nuovo piano industriale. In programma: la ristrutturazione dell’azienda e l’arrivo auspicato di un nuovo socio ad affiancarla.


Showroom di Ittierre a Milano

"Abbiamo l’intenzione di continuare ma con la possibilità di avere un’azienda più snella. L’idea, condivisa dal Ministero dello Sviluppo Economico, è quella di procedere ad una profonda ristrutturazione aziendale riducendo gli effettivi di circa la metà. Una società come la nostra, con un fatturato intorno ai 126 milioni di euro, non può funzionare con 700 dipendenti. Siamo attualmente in contatto con diversi interlocutori per trovare un socio industriale che possa affiancarci in questo progetto di rilancio”, spiega Antonio Bianchi a FashionMag.com.

Un nuovo incontro, che si annuncia decisivo, è stato convocato per il prossimo 18 settembre presso il Ministero. L’arrivo di un nuovo socio non esclude tra l’altro il ricorso alla procedura di concordato preventivo, che assicurerebbe una continuità ad Ittierre proteggendone il patrimonio contro i creditori.

Nell’ottica di questa ristrutturazione e per riequilibrare i conti l’azienda sta rivedendo il portafoglio di licenze e ha deciso di non rinnovare certi contratti considerati poco redittizi. A giugno era già stato annunciato il divorzio con Costume National e C’N’C Costume national. Il prossimo annuncio riguarderà Karl Lagerfeld, con cui sarà recesso il rapporto. “Lo abbiamo definito in modo consensuale. Invece per quel che riguarda il rinnovo della licenza di GF Ferré ne stiamo discutendo”, dichiara Antonio Bianchi.

Il gruppo, che aveva moltiplicato gli accordi negli ultimi due anni con una decina di marchi, sembra riscontrare difficoltà nell’organizzazione. Alcuni di questi brand non esitano a parlare di “una gestione caotica” evocando “problemi di ritardo nelle consegne”.

"Ci focalizzeremo sulle licenze con Pierre Balmain, Jean Paul Gaultier Uomo e la sua seconda linea, le due linee di John Galliano, Aquascutum e Guy Laroche, mentre continueremo a lavorare ancora con alcune produzioni, come facciamo per alcuni marchi quali Tommy Hilfiger e Thierry Mugler", sottolinea l’imprenditore.

I dependenti di Ittierre in sciopero davanti al sito di Pettoranello in luglio


Dall’inizio dell’anno, si sono intensificate le divergenze tra la nuova proprietà e i dipendenti di Iittierre che contestano, oltre alla cassa integrazione e ai ritardi nel pagamento degli stipendi, "la mancanza di un piano industriale che consenta di rilanciare l’azienda senza le continue richieste di sussidi pubblici", dichiarazione di un gruppo di dipendenti apparsa su Facebook durante gli scioperi di luglio. Da giugno è stata varata la cassa integrazione per 200 addetti su un effettivo totale di 700. Una soluzione giudicata oggigiorno insufficiente dal patron di Ittierre.

"Pensavamo che Ittierre avesse anche un ruolo sociale e che le istituzioni ci avrebbero dato un sostegno. Non avendo mai avuto risposte da parte della politica siamo costretti a seguire la logica delle imprese private", conclude Antonio Bianchi.

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