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8 mag 2017
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Italian Exhibition Group e Confindustria Federorafi stringono un accordo per l’internazionalizzazione del Made in Italy

Pubblicato il
8 mag 2017

La società fieristica Italian Exhibition Group Spa (IEG), nata dall’integrazione tra Rimini Fiera e Fiera di Vicenza, e Confindustria Federorafi, associazione di riferimento per il settore orafo italiano, hanno siglato un accordo per favorire l’internazionalizzazione del Made in Italy del comparto. La firma è avvenuta il 6 maggio, in occasione della giornata inaugurale di OroArezzo, tra il Presidente di IEG Lorenzo Cagnoni e il Presidente di Federorafi Ivana Ciabatti.

Lorenzo Cagnoni e Ivana Ciabatti


L’intesa punta a rafforzare la stretta interconnessione tra tessuto industriale orafo italiano, sistema fieristico quale motore d’internazionalizzazione e ruolo delle istituzioni. Il tutto nel quadro delle politiche per il consolidamento del Made in Italy all’estero (che prevederanno soprattutto la creazione di una “brand identity” per la promozione del sistema orafo-gioielliero italiano) predisposte dal Ministero dello Sviluppo Economico.
 
Nell’ambito dell’accordo, Italian Exhibition Group rappresenta il provider fieristico di riferimento per le aziende del settore orafo-gioielliero e per la loro valorizzazione in chiave internazionale, gestendo l’organizzazione di 5 eventi - le due edizioni italiane di VicenzaOro, l’appuntamento negli Emirati Arabi Uniti di VicenzaOro Dubai e le due manifestazioni aretine OroArezzo e Gold/Italy - ai quali si aggiunge la partecipazione del brand VicenzaOro ai più importanti Trade Show internazionali del settore. Inoltre, si occuperà della promozione e dell’implementazione di attività relative alla Corporate Social Responsibility nella filiera del gioiello e dei preziosi grazie al suo accreditamento formale, tramite CIBJO (Confederazione Mondiale della Gioielleria), presso ECOSOC, il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite.

Federorafi (Federazione Nazionale Orafi Argentieri Gioiellieri Fabbricanti) rappresenta a livello nazionale ed internazionale le aziende industriali e PMI italiane del settore orafo argentiero gioielliero che trasformano in gioielli (con e senza pietre preziose e diamanti) ed in oggetti in metalli preziosi oltre il 80% dell'oro, dell’argento, del platino e del palladio lavorato in Italia. L’85% della produzione orafa italiana è poi destinata all'esportazione. Si tratta di aziende che operano soprattutto nei principali poli produttivi quali Arezzo, Vicenza, Macerata, Milano, Valenza e Napoli/Torre del Greco.

Federorafi, che si propone anche di accrescere la cultura del gioiello italiano nel mondo, fa parte di Confindustria e di EFJ (European Federation of Jewellery), è stata la prima associazione italiana ad aderire a RJC (Responsible Jewellery Council) ed è associata a Confindustria Moda, la neonata macro alleanza del mondo produttivo del fashion e dell'accessorio Made in Italy.
 
“È un accordo molto importante, perché una confederazione nazionale come Confindustria Federorafi rappresenta un settore che vuoi dire esportazioni, e quindi veicolo di internazionalizzazione, e poi si è fatta promotrice di molte battaglie legate al tema dei dazi, della competizione etica, della capacità della legislazione di garantire una libera circolazione dei beni su scala internazionale a livello di WTO”, ha detto il direttore generale di IEG, Corrado Facco.
 
Lorenzo Cagnoni, Presidente di IEG, ha dichiarato: “Dopo l’intesa con Arezzo Fiere e Congressi, che ha portato alla nascita di un’unica organizzazione delle fiere orafe italiane gestita da IEG, la collaborazione con Federorafi rappresenta un dialogo strategico tra sistema fieristico e sistema dell’industria che crediamo potrà supportare la politica industriale per la valorizzazione internazionale della gioielleria italiana. Gli accordi non sono mai banali o facili da raggiungere. Anche in questo caso all’inizio le opinioni erano piuttosto distanti e per arrivare alla firma c’è stato bisogno di grande volontà. Questo è uno di quegli accordi che nelle organizzazioni di manifestazioni fieristiche sono indispensabli. Se si ragiona in termini di iniziativa isolata dal contesto, anche il migliore organizzatore rischia di compiere errori madornali. La nostra esperienza ci dice che se si vuole avere un successo certo con una manifestazione fieristica occorre un coinvolgimento diretto, continuo, sicuro e affidabile con le organizzazioni di categoria. Questo è lo spirito con cui abbiamo lavorato, e così agiremo anche in futuro con altre realtà che dovranno diventare nostre interlocutrici”.
 
Ivana Ciabatti, Presidente di Confindustria Federorafi, ha sottolineato: "Importante è che il mondo dell’impresa si avvicini alle fiere consapevole delle grandi sfide dei tempi che viviamo: fare sistema è fondamentale per consolidare il mercato e conquistarne nuove quote. Condividere strategie e politiche è oramai necessario per essere più competitivi sui mercati internazionali. E mi fanno molto piacere le parole del Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani in questo senso. Federorafi è in prima linea per questo, perché noi siamo orgogliosi di essere italiani, ma la risorsa del nostro Italian Lifestyle non la sfruttiamo a sufficienza. Le associazioni devono stimolare di più le imprese a rendersi conto di quante opportunità ci siano nel dare una sola e univoca visione dello stile di vita italiano. I sistemi Moda, Gioiello-Orafo e Accessori devono muoversi insieme, non da soli. Se faremo sistema conquisteremo il mondo”.
 
“I dazi? Incidono per un -60% sulle nostre esportazioni", ha continuato la Ciabatti. "Si deve fare qualcosa per questo, alla luce soprattutto del recente accordo concluso fra la Svizzera e la Cina. Ricordo altresì che mentre i prodotti cinesi entrano in Italia gravati solo del 2% di dazio, i prodotti italiani esportati in Cina sono gravati dal 20% al 30%, quindi bisogna reagire e non subire più queste misure”.
 
“L'obiettivo comune è quello di rafforzare la capacità delle imprese e dei prodotti orafi, argentieri e gioiellieri Made in Italy e di presentarsi sui “mercati mondo” con poche fiere, ma che siano leader, e con strumenti specifici come quelli già attivati con successo da Federorafi con il Ministero e l'Agenzia ICE su diversi fronti, come quello della formazione con il “Jewellery Export Lab” o degli accordi promozionali con la GDO internazionale, a partire da quella degli Stati Uniti”, ha concluso la Presidente di Federorafi.

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