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Pubblicato il
13 mar 2017
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Italia Independent: torna l’abbigliamento. L’AD Carlino guida le strategie di rilancio

Pubblicato il
13 mar 2017

Ha preso il via all’ultimo MIDO l’era 2.0 del brand di eyewear Italia Independent, fondato proprio 10 anni fa da Lapo Elkann, Andrea Tessitore e Giovanni Accongiagioco (quest’ultimo da un anno non è più in società). “Siamo nel pieno del nostro progetto di rilancio”, dice a FashionNetwork il nuovo Amministratore Delegato Giovanni Carlino. “Abbiamo fatto diverse cose positive negli ultimi anni, ma abbiamo fatto anche tanti errori”, confessa, “e il 2016 è stato il momento in cui abbiamo dovuto prenderne atto. Ora siamo in un processo che cerca di riportare Italia Independent alla sua identità, che deve essere legata all’innovazione del prodotto, alla creatività e allo stile, a prescindere dai numeri, perché comunque una crescita non corretta, non omogenea e non sana non può andare bene, ed è quanto ci è sostanzialmente successo nel 2016. Tornare a questi valori core del marchio sarà quindi fondamentale nel nostro prossimo futuro”.

L'AD Giovanni Carlino con il fondatore Lapo Elkann - Italia Independent


“Nell’ambito di questo processo di ristrutturazione ci saranno poi delle implicazioni operative: ci focalizzeremo sulle aree prioritarie e quindi taglieremo i costi delle sovrastrutture che non sono necessarie, prendendo atto che se c’è stato un errore bisogna porvi rimedio”, continua l’AD. “Esempio: nel retail abbiamo creato una rete di negozi di un certo calibro, ma diversi tra essi non erano profittevoli, principalmente perché non erano stati inseriti nelle location giuste (il punto non è aprire a SoHo, ma dove in SoHo). Non apriremo quindi altre boutique, ma chiuderemo quelle meno redditizie. Sicuramente quelle di Bologna e SoHo New York, in primis”. Ma il piano di ristrutturazione di Italia Independent comporterà anche un ridimensionamento occupazionale, che dagli attuali 140 dipendenti porterà la forza lavoro a 110 addetti, tagliando le funzioni prive di ruoli operativi.
 
“I progetti stilistici di prodotto devono tornare a creare innovazione, diminuendo l’ampiezza delle gamme, ma seguendone lo sviluppo in misura maggiore”, rivela Carlino. “Abbiamo per esempio creato un occhiale celebrativo per i 60 anni della Fiat 500, un occhiale bellissimo dal grande potenziale commerciale: dobbiamo seguirlo. Anche la seconda collezione disegnata per Adidas Originals, per l’AI 2017/18, è un’operazione molto bella, e la nuova linea a marchio Italia Independent “Me, Myself and Eye” è una collezione eccezionale, secondo me; lo dimostrano le mascherine in acetato create insieme a Mazzucchelli, che sono intercambiabili con una spesa bassa ma con un’enorme possibilità di variazione di forme e colori. Abbiamo anche creato degli occhiali in acetato iniettato, non ottenuto da lastre stampate. Il procedimento viene effettuato con l’ausilio di una macchina che realizzava bottoni che abbiamo trovato in un fienile (è vero). Sono occhiali che offrono colorazioni bellissime e sempre diverse, con l’apparenza dell’acetato ma la leggerezza dell’iniettato. Questa è una vera innovazione”.

Una delle ultime creazioni di Italia Independent


Intanto, sempre presentata a MIDO 2017, l’altra linea “I·I Eyewear” ha cambiato nome in “Pop Line”, mantenendo però il suo DNA di sempre, caratterizzato da un design pulito con un fitting perfetto e texture unisex in chiave pop. Il marchio torinese ha anche presentato in fiera le collaborazioni per l’eyewear del brand Pinko e della Juventus.

“Nel contempo dobbiamo anche diventare bravi molto più del passato a comunicare queste novità. Quello che non abbiamo saputo fare per esempio con l’ultima capsule realizzata con l’artista Romero Britto. Una linea bellissima che non siamo stati capaci di seguire e far conoscere abbastanza”, indica Giovanni Carlino.
 
“L’altro punto interessante è che vogliamo tornare (lo faremo per Pitti Uomo di giugno) nel mondo dell’abbigliamento, ma di nuovo con un approccio mirato”, svela l’AD. “Non dobbiamo assolutamente rientrare in questo settore pensando di fare una collezione amplissima di capispalla, pantaloni, ecc. Faremo invece una capsule collection mirata, che sarà composta da felpa, T-shirt, cappellino, kefia, con un bel posizionamento alto nei migliori fashion store italiani e anche di altri Paesi. Questo è un altro esempio di quello che significa fare meno cose, ma fatte meglio e più profondamente”.

Italia Independent per Fiat 500


Primo mercato del brand è sempre l’Italia, che è fondamentale, dice Carlino, seguito da Spagna e Germania. “Per quanto riguarda gli Stati Uniti, questo è stato uno dei nostri più grossi errori: entrare negli States è stato un po’ fare il passo più lungo della gamba, perché abbiamo creato una struttura, una subsidiary, che ha generato costi eccessivi prima ancora di avere sviluppato il mercato in loco. Ciò ha avuto un impatto importante sui nostri conti. Ora abbiamo un partner locale negli USA con il quale affronteremo un approccio più oculato. E’ ovviamente un mercato interessante, ma ci sono anche altre aree che secondo noi potranno darci molta soddisfazione, e all’ultimo MIDO ne abbiamo avuto i primi segnali concreti. Si tratta soprattutto del Medio Oriente, in particolare gli Emirati Arabi, con cui abbiamo già cominciato a lavorare”.
 
“Per esempio”, prosegue l’Amministratore Delegato, “a fine febbraio abbiamo presentato con Rubinacci la nostra ultima collaborazione con il marchio di segnatempo Hublot, per la collezione di occhiali e cronografi “Classic Fusion”. Questi orologi unici hanno una parte fatta di veri tessuti della collezione di stoffe antiche del sarto Rubinacci, colui che da generazioni veste la famiglia Agnelli. Gli occhiali Italia Independent-Hublot presentano invece due paraocchi rimovibili realizzati in alcantara. Si tratta di orologi da 20.000 euro e di occhiali da 800-900 euro che rappresentano un esempio perfetto di come noi possiamo essere percepiti come un brand unico. Infatti, se un marchio del valore di Hublot decide di collaborare con noi in questo modo significa che c’è un riconoscimento del nostro spessore. In molti mercati possiamo pensare di sfruttare in maniera adeguata questo tipo di collaborazione premium, tra i quali proprio i mercati mediorientali del lusso”.

Italia Independent e la collezione di orologi per Hublot con i tessuti di Rubinacci


L’azienda italiana sta intanto rafforzando il proprio team di gestione in tutte le posizioni, cambiando anche vari dirigenti. “Posso anticipare che prossimamente ci saranno nuove nomine in vari ruoli in azienda”, aggiunge infatti Carlino. “Il 2017 rappresenterà quindi l’anno della nostra rinascita e ripartenza per realizzare un business fatto meglio, in cui ci concentreremo su un numero inferiore di attività – che rimangono comunque tante per un’azienda ancora abbastanza piccola - ma curandole con maggiore profondità”.

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