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23 set 2010
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Interbrand 2010: la moda e il lusso rappresentati dai marchi europei

Pubblicato il
23 set 2010

23 set 2010 – Una volta ancora, Coca-Cola si trova al al primo posto della classifica di Interbrand per il valore dei brand, seguita dal pacchetto "tecnologico" (IBM, Microsoft e Google nell'ordine). Louis Vuitton, primo marchio di moda, è al 16° posto.

Consueto barometro annuale che misura l'impatto del logo sul comportamento d'acquisto dei clienti, la classifica 2010 dei 100 marchi di maggior valore non deroga sostanzialmente ai risultati di questi ultimi anni. Anche se Interbrand, il gruppo specializzato in strategie dei brand che crea il rapporto, sottolinea come certi brand abbiano subito gli effetti di episodi legati all'attualità, soprattutto riferiti alla loro sensibilità ambientale. L’esempio più esplicito è quello di BP.

Il nuovo decennio sembra poi profilare un nuovo rapporto fra il marchio e il consumatore, che non esita più a mischiare i generi. E cita come esempio l’acquisto di una gonna Zara e di un paio di Louboutin.

Altra annotazione dei realizzatori il sondaggio riguarda l'arrivo del "real time". In altre parole, il fatto che i brand non possano più così facilmente nascondere certe informazioni, riguardanti per esempio produzione o licenziamenti. L’emergere folgorante dei siti comunitari, dove si scambiano informazioni e dritte su un prodotto, o dove si "postano" commenti o "rivelazioni", come nei casi di Smoking Gun o WikiLeaks, ha cambiato le carte in tavola. Sempre secondo Interbrand, la loro parabola non è ancora terminata, ma anzi continuerà a crescere imponendo gusti, valori e mode.

Nonostante tutto però, alcuni valori di marca restano pressoché "intoccabili" e “immutabili”, legati a un'emozione e nello stesso tempo a una tradizione. Come per Coca-Cola, ancora leader della classifica per l'11° anno consecutivo. Google poi, il cui valore cresce del 36%, è gomito a gomito con Microsoft fra i top 5. Le migliori performance della classifica sono state di Google, Apple (+37%), Blackberry (+32%) e, a sorpresa, JP Morgan (+29%).

Nella categorie moda e lusso, i marchi e le aziende del Vecchio Continente tengono bene. A cominciare da Louis Vuitton che si piazza 16°, con un +4%. Il marchio principe del gruppo di Bernard Arnault, che al momento sta chiudendo prima le sue boutique per carenza di stock, seduce ancora con il suo fascino immutato nel tempo. Stessa valutazione, anche se in un senso più “pop” per H&M, che compare al 21° posto. L’azienda svedese di mass market ha guadagnato 5 punti e le sue puntuali collaborazioni con varie case di moda hanno accresciuto il suo pubblico e la sua immagine. PPR poi appare al 44° posto della classifica con la griffe Gucci, seguita dal numero uno mondiale della cosmetica L’Oréal. Zara si mantiene nella top 50, al 48° posto.

Nella seconda parte della classifica troviamo ancora Adidas (62°) - la sola azienda di sportswear dell'annata 2010 -, Hermès (69°), Tiffany (76°) che precede di un posto il suo concorrente/rivale Cartier, primo marchio del gruppo svizzero Richemont a entrare nella tabella. Infine, Gap, Armani e Lancôme si piazzano rispettivamente all'84°, 95° e 96° posto.

Di Emilie-Alice Fabrizi (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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