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Pubblicato il
6 feb 2014
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IC Companys: un primo semestre contraddittorio

Pubblicato il
6 feb 2014

E' un quadro della situazione piuttosto composito e variegato di sfumature diverse quello presentato da IC Companys alla conclusione del suo primo semestre. Chiusa il 31 dicembre scorso, la prima metà dell'esercizio compensato del gruppo danese ha visto il fatturato del gruppo calare dell'1%, per raggiungere i 1.775 milioni di corone danesi, pari a 238 milioni di euro. Un dato globale che si compone di fortune alterne a seconda dei segmenti di marca presi in considerazione, con il medio di gamma in ristrutturazione che continua a soffrire, l'outdoor di Peak Performance che rimane stabile, e le due offerte di prêt-à-porter premium dei brand By Malene Birger e Tiger of Sweden che crescono in doppia cifra.

Tiger of Sweden, primavera-estate 2014.


Peak Performance, leader del gruppo e solo suo marchio sul segmento dell'outdoor, sembra aver sofferto dell'inverno insolitamente troppo caldo nel Nord Europa, e va a pesare solo per il 69% sulle sue vendite. IC Companys sperava di far meglio del doversi accontentare di risultati stabili in questo semestre, che arrivano addirittura a una leggera contrazione del 1,2% se si considera una base comparabile. Il 70% dei 76 milioni di euro di volume d'affari è stato realizzato nel settore del wholesale e nei franchising, in crescita del 3,5%.

E' dunque il retail che ha peccato, con un ribasso del 7,5%. Marchio più redditizio del gruppo, Peak Performance ha tuttavia registrato, in questo contesto, un leggero calo, pari all'1%, del suo utile operativo, a 12 milioni di euro.

Gli altri due marchi dal posizionamento premium, il femminile By Malene Birger e il misto Tiger of Sweden, hanno avuto miglior sorte. Il segmento che li riunisce ha visto il suo fatturato aumentare del 12% in questo semestre, per raggiungere i 79 milioni di euro grazie a loro. Una performance trascinata soprattutto dall'espansione retail e dall'internazionalizzazione, anche se non solo, in quanto, a perimetro comparabile, l'incremento delle vendite è dell'8,4%. Il gruppo ha inoltre accolto con favore il successo del lancio di un'offerta di accessori per Tiger of Sweden, che inoltre ha appena perfezionato due nuovi accordi di distribuzione per la Francia e gli Stati Uniti. Il wholesale di questo segmento cresce invece del 16%, a fronte di un retail a +5,5%. Conseguentemente progredisce anche l'utile operativo, dell'8%, attestandosi a 7,8 milioni di euro.

Ma comunque, il primo semestre di IC Companys ha sofferto ancora una volta nel segmento del medio di gamma. Una divisione che oggi comprende solamente quattro brand: InWear, Matinique, Part Two e Soaked in Luxury, dato che il gruppo ha reso noto di volersi disfare dei marchi femminili Saint Tropez e Designers Remix. Infatti, dopo aver già venduto Jackpot e Cottonfield nel 2013, IC Companys ha dato il via a un procedimento di cessione per Saint Tropez, e sta riflettendo sul futuro di Designers Remix, di cui è solamente co-azionista.

In piena ristrutturazione e alla ricerca di sinergie fra i quattro marchi restanti, il segmento di media gamma ha visto ancora una volta calare il proprio fatturato, questa volta di quasi il 16%, a 53 milioni di euro. Se il wholesale crolla a un -19%, il retail cala del 12%, ma solamente dell'1,6% a perimetro comparabile. Sono sostanzialmente le chiusure di negozi che hanno causato la riduzione delle vendite di questo semestre. Tagli di costi che però hanno almeno permesso di quasi raddoppiare l'utile operativo, passato da 1,5 milioni di euro a 2,8 milioni.

Cumulando tutto ciò, l'utile operativo del gruppo è arrivato a crescere del 6%, a 25 milioni di euro. Per l'intero esercizio, i dirigenti di IC Companys sperano in una stabilità del fatturato totale, ma anche in un aumento dei profitti.

Anaïs Lerévérend (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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