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21 nov 2013
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I Pinco Pallino ha presentato richiesta di concordato in bianco

Pubblicato il
21 nov 2013

L’azienda bergamasca famosa in tutto il mondo per la produzione di abbigliamento di lusso per bambini si avvia verso un nuovo capitolo della sua storia. E’ infatti del 20 novembre la notizia, confermata a FashionMag dal Presidente e Amministratore Delegato della società, Gaetano Sallorenzo, che I Pinco Pallino ha presentato richiesta per l’ammissione al Concordato in bianco.

I Pinco Pallino AI 2013


Passata nel 2010 nell’orbita del Fondo Opera, negli ultimi tre anni l’azienda ha detto addio ai suoi fondatori: l’eclettico Stefano Cavalleri e la moglie Imelde Bronzieri hanno infatti lasciato le redini de I Pinco Pallino per cimentarsi in nuove sfide imprenditoriali (Stefano lanciando i marchi Quis Quis e From the World distribuiti dalla pugliese Mafrat, Imelde creando la linea MiMiSol con la pugliese Gimel e Andrea Montelpare, ndr). Dal 2010 ad oggi, il Fondo Opera ha cercato di sanare la situazione patrimoniale molto pesante in cui verteva la casa di moda di Entratico (BG), ma senza arrivare ai risultati sperati, tanto da avviare circa un anno fa un piano per ridurre i costi, sfociato, dopo varie tappe, nella recentissima cassa integrazione per 13 dei 62 dipendenti, che in un secondo momento dovrebbe coinvolgerne altri 20/25.

All’interno del piano volto a trovare soluzioni per salvare l’azienda rientra anche la joint venture con i cinesi di Lunar Capital, operatore di private equity con base a Shanghai che, attraverso la sua controllata Yeehoo (una catena cinese di abbigliamento per bambini con più di 1000 punti vendita in estremo oriente) a gennaio del 2013 è entrata ne I Pinco Pallino rilevando una quota del 20% circa. Un’operazione per la conquista del Far East che ha già visto l’inaugurazione di una boutique a Shanghai e ne vedrà altre due in Cina entro dicembre, prime tappe di un percorso che prevede l’apertura in Estremo Oriente di una cinquantina di punti vendita nei prossimi 5 anni.

I Pinco Pallino Girl AI 2013


“Dopo l’accordo siglato con Lunar Capital abbiamo presentato un piano industriale agli azionisti mostrando che la rimonta del marchio c’era ma che procedeva lentamente e necessitava di risorse economiche per avanzare. Si è così deciso di portare avanti un progetto licenze che si è rivelato di grande successo: dopo aver siglato la prima con Trussardi abbiamo infatti avuto molte altre richieste. Il problema è stato che Opera ha deciso di non mettere altri fondi a disposizione del brand, lasciando come unica soluzione il ricorso al concordato in bianco per trovare altri investitori e far ripartire I Pinco Pallino con una nuova veste”, ha spiegato a FashionMag.com Gaetano Sallorenzo. “Abbiamo già ricevuto diverse domande di interesse e abbiamo circa 60/90 giorni perché le offerte si concretizzino. Una buona parte di esse proviene dall’Italia, una parte dall’estero, sia da aziende attive nell’adulto che vogliono partire ad operare nel bambino, che da investitori che vogliono acquisire marchi del lusso italiano”, ha concluso il Presidente e Ad, sottolineando che obiettivo primario è anche la tutela dei 62 dipendenti, la cui sorte dipenderà dall’interlocutore che si aggiudicherà l’investimento.

I Pinco Pallino ha chiuso il 2012 con un fatturato di 13,5 mln di euro, per il 90% realizzato all’estero, con Russia in testa, seguita da Emirati Arabi, Inghilterra e Francia.

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