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Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
10 mar 2017
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Hugo Boss: fatturato e margini in calo nel 2016

Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
10 mar 2017

Dopo un’annata movimentata che ha visto l’arrivo di Mark Langer alla guida dell’azienda, il gruppo tedesco Hugo Boss ha registrato un calo delle vendite dell’esercizio 2016, chiuso a 2,693 miliardi di euro, in calo del -4% sul 2015 (-2% a cambi costanti).

La linea Boss è diminuita nel 2016 - Dr


La redditività del gruppo è diminuita, con un Ebitda a meno di 433 milioni di euro, -26,6% rispetto ai 590 milioni del 2015. Tale cifra include gli investimenti per la riorganizzazione della rete di negozi e la chiusura di 20 boutique, ma anche senza tali investimenti l’Ebitda è diminuito del -17%. Il risultato operativo si è attestato a 263 milioni di euro contro i 448 milioni dell’anno scorso, mentre l’utile netto è sceso dai 319 milioni del 2015 a 194 milioni.

L’offerta del brand, che è stata completamente rivisitata a partire dal 2017, ha registrato risultati differenti linea per linea. Boss, la main label, ha registrato una flessione del -13% delle vendite (1,746 miliardi di euro), così come Boss Orange è calata del -7% (225 milioni di dollari). Hanno ottenuto performance positive, invece, la linea sportiva Boss Green (+27%, a 341 milioni di euro) e la proposta giovane Hugo, cresciuta del +32% con un fatturato di 380 milioni di euro.

Le vendite dirette, che rappresentano il 62% del totale, si sono mantenute sostanzialmente stabili (-1%), a 1,677 miliardi di euro, mentre l’e-commerce è sorprendentemente calato del -9%, a 75 milioni di euro. Il wholesale è calato del -11% a 946 milioni di euro, mentre le licenze, soprattutto grazie ai profumi, sono cresciute del 12%, attestandosi a 69 milioni di euro.

A livello geografico, tutte le zone sono in calo dopo gli effetti dei cambi. Europa, Medio Oriente e Africa si confermano il primo mercato per il gruppo con 1,660 miliardi di euro. La Germania ha realizzato 448 milioni, in calo del -4%; malgrado una crescita delle vendite in Inghilterra, gli effetti negativi di Brexit hanno causato una flessione del -4% a 317 milioni di euro in Gran Bretagna. La Francia è scesa a 173 milioni di euro (-3%) e il Benelux a 131 milioni (-8%).

Le Americhe in generale hanno registrato un decremento del -13%, a meno di 382 milioni di euro, determinato dal calo degli Stati Uniti (-17%, a 440 milioni) e del Canada (-4 %, a 75 milioni di euro), mentre l’America Latina ha registrato una crescita del +7%, attestandosi a 67 milioni di euro. Infine, l’Asia-Pacifico ha registrato un -3%, a meno di 382 milioni di euro, con una flessione del -9% in Cina ma una crescita del +10% del Giappone.

Versione italiana di Laura Galbiati

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