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Hermès sempre in forma super: utile netto +49% nel primo semestre

Pubblicato il
today 31 ago 2011
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Il lusso di Hermès non conosce crisi. Nel primo semestre dell'anno l'utile netto del marchio francese ha registrato un'impennata del 49% salendo a 290,9 milioni di euro, contro i 194,6 milioni dello stesso periodo del 2010. Il fatturato è aumentato del 22% portandosi a 1,305 miliardi di euro. Lo ha reso noto la società stessa, confermando gli obiettivi del 2011. Nei primi sei mesi d'esercizio, il budget per la comunicazione è cresciuto fino a 55,6 milioni di euro, vale a dire un po' più del 23% dell'intero giro d'affari.

Hermès
Hermès, la borsa "Carrimi" di qualche stagione fa. In feltro stampato, con il classico simbolo dell’Eperon d’Or in blu o marrone su fondo grigio, la bag aveva due misure e doppio manico in pelle.

Sul semestre, tutte le categorie di prodotti venduti esclusivamente nelle boutique Hermès hanno ottenuto un incremento delle vendite, soprattutto la seta e il tessile (+29%, a 151 milioni di euro) mentre il ramo vestiti e accessori, che comprende il prêt-à-porter Uomo e Donna, le cinture, i gioielli, i guanti, i cappelli e le calzature ha realizzato un +30,5%, a 260,9 milioni di euro. Ma Hermès è il creatore della borsa “Kelly” e prima di ogni altra cosa pellettiere, ed ecco che ancora una volta il brand ha realizzato quasi la metà del suo fatturato semestrale con i prodotti di pelletteria e selleria (borse, guide, prodotti per l'equitazione, agende e piccola pelletteria). Sui primi sei mesi del suo esercizio le vendite sono quindi cresciute fino a 630,1 milioni di euro, con un aumento del 14,5% rispetto allo stesso periodo del 2010. Infine, le vendite di prodotti di gioielleria e lifestyle sono aumentate del 25,6%, a 44,1 milioni di euro. Nell'insieme, le vendite in boutique sono cresciute del 20,4%, a 1,086 miliardi di euro, più della metà delle quali realizzata dalla pelletteria. Considerando la diffusione allargata ad altri canali distributivi, i profumi (+17,6%, a 78,8 milioni di euro), gli orologi segnatempo (+30%, a 59,3 milioni di euro) e gli articoli per la tavola (+25%, a 23,9 milioni di euro) hanno generato 161,9 milioni di euro di entrate. Per finire, le vendite di calzature John Lobb, oltre alle attività di produzione per conto di altri marchi al di fuori del gruppo Hermès, sono arrivate a 57,5 milioni di euro.

Geograficamente, e in sostanza senza sorprese, è in Asia, Giappone escluso, che sono state registrate le migliori performance, con introiti giunti fino a 375,6 milioni di euro, per un incremento del 30,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Il Giappone, malgrado la tragedia che lo ha colpito, si è mantenuto stabile, con un fatturato sui sei mesi di 215,2 milioni di euro. In Francia, Hermès ha realizzato vendite per 232,2 milioni di euro (+20,8%), e in Europa, Francia esclusa, di 249,3 milioni di euro (+19,6%). E' tuttavia negli Stati Uniti che la maison di lusso ha ottenuto la sua crescita record, con vendite in aumento del 33,9%, a 212,2 milioni di euro.

Infine, nell'ambito della sua politica di “controllo della rete di distribuzione”, la società ha acquistato il suo concessionario in Russia, che gestiva due boutique a Mosca, e inoltre ha aperto e rinnovato quattro sedi nel semestre. Circa dodici store dovrebbero essere aperti nella seconda parte dell'anno. Da aggiungere che, nel quadro della cessione della sua partecipazione nel capitale di Jean Paul Gaultier, Hermès ha fatto registrare una plusvalenza di cessione lorda di 29,5 milioni di euro.

Emilie-Alice Fabrizi (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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