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AFP
Pubblicato il
4 giu 2013
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Hermès: richiesta una multa di 10 milioni di euro contro LVMH dall'AMF

Di
AFP
Pubblicato il
4 giu 2013

Una multa di dieci milioni di euro: è questa la richiesta dell'Autorità francese dei Mercati Finanziari (AMF) nei confronti del gigante del lusso LVMH, accusato di aver agito segretamente per salire nel capitale del marchio suo concorrente Hermès a fine 2010.

Bernard Arnault. Foto: AFP.


A nome del collegio dell'AMF, Philippe Adhemar ha "proposto una sanzione totale di 10 milioni di euro per l'insieme delle richieste" sostenute contro LVMH, vale a dire la multa più alta possibile in questo settore e una delle più alte richieste nella storia recente dell'autorità di controllo della Borsa. "LVMH puntava a un'ascesa nel capitale di Hermès almeno dal 2008" e la "preparava" almeno da giugno 2010, ma non ha avvertito il mercato e ha dissimulato nel corso degli anni nei propri conti qualsiasi indizio del suo interesse per Hermès, secondo Philippe Adhemar.

La Commissione Sanzioni dell'AMF si era riunita venerdì scorso in una sala stracolma per esaminare questo caso clamoroso, completato dalle contro-istanze presentate da Hermès, che a sua volta fa la guerra a LVMH da due anni e mezzo a causa della sua intrusione. LVMH, proprietario dei marchi Louis Vuitton, Céline e Guerlain fra gli altri, ha subito chiesto l'annullamento del procedimento valutando che ci siano state delle "gravi violazioni" da parte degli organismi inquirenti dell'AMF, che avrebbero "occultato consapevolmente degli elementi per mantenere le loro accuse su basi che sapevano essere false".

Il gruppo guidato da Bernard Arnault si è indignato di aver ottenuto solamente alla vigilia dell'udienza, giovedì sera, una comunicazione dell'AMF, trasmessa il 2 ottobre 2012 alla Procura di Parigi nel contesto di una denuncia di Hermès contro LVMH per insider trading e manipolazione del corso azionario, e che, secondo LVMH, contiene informazioni vitali.

Questa comunicazione, la cui copia è stata fornita alla stampa da LVMH, non si riferisce ad alcun reato di questo tipo. Dopo la deliberazione di metà giornata, la Commissione Sanzioni dell'AMF ha tuttavia deciso di "andare a fondo dell'incidente", vale a dire di proseguire la riunione e di pronunciarsi più tardi sulla validità della procedura.

La decisione della Commissione su un'eventuale sanzione contro LVMH sarà comunicata al colosso francese del lusso al più tardi il 31 luglio, secondo la Commissione stessa.

Davanti alla Commissione, tutti i rappresentanti del collegio dell'AMF, esaminando la situazione contabile e le dichiarazioni del gruppo, sono arrivati più o meno alle medesime conclusioni: LVMH ha mascherato nei suoi conti che possedeva il 4,9% di Hermès dall'inizio degli anni 2000, poi, nel 2008, ha acquisito in maniera massiccia dei prodotti derivati su titoli Hermès (ELS) e ha predisposto in maniera totalmente riservata il loro regolamento in azioni Hermès piuttosto che in contanti, per salire a fine 2010 nel capitale del sellaio. Risultato finale: sabato 23 ottobre 2010, nello stupore generale, LVMH annunciava di possedere il 14,2% e presto il 17,1% di Hermès, azienda quotata in Borsa dal 1993, ma posseduta in maggioranza dagli eredi del fondatore Thierry Hermès.

Fu un fulmine a ciel sereno nel mondo del lusso, verificatosi senza alcuna dichiarazione di superamento delle soglie borsistiche (5%, 10%, 15%...), perché per i prodotti ELS (equity linked swaps) tale dichiarazione all'epoca non era obbligatoria.

Per Philippe Adhemar, LVMH avrebbe dovuto informare il mercato "al più tardi il 21 giugno", perché in quella data, due delle tre banche di LVMH erano d'accordo per una liquidazione degli ELS in titoli Hermès piuttosto che in contanti.

LVMH nega ogni addebito. Secondo il gruppo, è stata l'inaspettata decrescita sul mercato del titolo Hermès, combinata a un picco del suo valore nell'estate 2010, che l'hanno spinto a farlo.

"Non abbiamo escluso di vendere la nostra partecipazione (in Hermès). E' sempre una possibilità. Non vi dirò cos'abbiamo in mente", ha dichiarato il vicepresidente di LVMH, Pierre Godé. "Ci hanno chiesto se possiamo accettare di ridurre la nostra partecipazione, e abbiamo risposto: "Perché no?".

A fine 2012, LVMH controllava il 22,6% del capitale di Hermès, contro il 72% circa della famiglia erede.

Versione italiana di Gianluca Bolelli; fonte: AFP

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