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Di
AFP
Pubblicato il
24 mar 2014
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Hermès raggiunge ancora una volta risultati economici di assoluto rilievo

Di
AFP
Pubblicato il
24 mar 2014

La maison Hermès ha ulteriormente migliorato le sue performance nel 2013, mettendo a segno dei record di vendite, profitti e margini, risultati che confermano l'eccezionale stato di salute di questo marchio-simbolo dell'eleganza francese, che davvero sembra non risentire degli effetti della cattiva congiuntura economica.

Foto: AFP


In un contesto che certo "non è sempre stato facile", Hermès ha raggiunto "un risultato storico", si è rallegrato il presidente Axel Dumas, rimasto da solo al posto di comando del brand, dopo il pensionamento di Patrick Thomas alla fine dello scorso gennaio.

Il produttore di sciarpe di seta e delle borse “Kelly” e “Birkin” accumula record su record da molti anni a questa parte, e anche nel 2013 ne ha registrati ancora: l'utile netto a 790 milioni di euro (+6,8%), l'utile operativo a 1,22 miliardi di euro (+8,9%) e il margine del 32,4%, inedito per il brand dal suo ingresso in Borsa nel 1993.

Hermès resta uno dei marchi più redditizi del lusso, insieme a Chanel e Louis Vuitton. Il sellaio di Faubourg Saint-Honoré aveva già pubblicato in febbraio un fatturato record di 3,75 miliardi di euro (+7,8%). Pelletteria, abbigliamento, accessori, sete e tessuti, profumi, gioielli, orologeria, tableware... La crescita di Hermès è stata trascinata dall'Asia, ma anche dal fortissimo dinamismo dell'America e da un mercato europeo guidato dagli acquisti dei turisti. Dal 2008, l'azienda familiare creata nel 1837 ha più che raddoppiato il proprio fatturato.

I suoi risultati risaltano ancor di più se si considera che il mercato globale del lusso ha rallentato la sua corsa lo scorso anno, abbassando la folle velocità raggiunta negli anni 2010-2012. I concorrenti LVMH (Louis Vuitton, Guerlain, Bulgari, Sephora...) e Kering (Gucci, Bottega Veneta, Saint Laurent...) hanno registrato nel 2013 dei risultati meno buoni, ma sono gruppi molto più grossi di Hermès. Molti gruppi hanno subito gli effetti dell'assestamento del mercato cinese, gallina dalle uova d'oro del lusso, che ha subito gli effetti della diminuzione dei consumi e delle misure anti-corruzione adottate nell'ex Celeste Impero. Anche gli importanti effetti delle variazioni dei tassi di cambio (yen indebolito, euro forte...) hanno pesato molto sui risultati di questi colossi, spesso grandi esportatori dei propri prodotti. Il calo dello yen e, in misura minore, del dollaro, hanno penalizzato Hermès nell'ordine di 180 milioni di euro. Tuttavia, la maison afferma di non aver incontrato difficoltà in Cina, dove la maggiore raffinatezza dimostrata negli ultimi tempi dalla clientela locale va piuttosto a suo vantaggio, secondo Axel Dumas. Riguardo ad Ucraina e Russia, Hermès "non è preoccupato", dato che i clienti russi rappresentano meno del 5% del suo fatturato.

Per il 2014, "siamo molto fiduciosi", soprattutto perché "gli Stati Uniti vanno bene", ma "siamo altrettanto prudenti", ha aggiunto Axel Dumas, ricordando i possibili imprevisti congiunturali. "Sono un ottimista paranoico", ha detto alla stampa. Hermès prevede un calo della propria redditività nel 2014, soprattutto a causa dello yen. Il marchio della carrozza realizza il 45% delle vendite in Asia e i giapponesi rimangono la sua principale clientela straniera. A medio termine, il gruppo punta sempre a crescere del 10% a tasso di cambio costante.

Hermès lancerà a breve una linea di prodotti per il bagno (gel doccia, crema corpo...) e dei profumi per la casa (candele...). Due nuovi laboratori di pelletteria sono annunciati per il biennio 2015-2016 nella Franca-Contea, il che porterà il loro totale a 14. In programma anche: sei nuove boutique nel 2014, fra le quali la quinta "Maison Hermès" a Shanghai, e undici ristrutturazioni. Il gruppo ha superato la soglia dei 10.000 dipendenti, oltre 6.600 dei quali in Francia, dopo aver creato più di 900 nuovi posti di lavoro lo scorso anno, una buona metà dei quali in Francia. Il gruppo dispone di una liquidità netta colossale, pari a un miliardo di euro, cresciuta di quasi il 50% in un anno. "E' un dato buono, ma non siamo ancora Apple...", ha scherzato Axel Dumas.

Il gruppo non prevede di distribuire dividendi straordinari, perché si attende per il 2014 "un'annata con maggiori alti e bassi" e vuole risparmiare le forze, anche in previsione di eventuali acquisizioni. Si atterrà invece a distribuire un dividendo di 2,70 euro per azione (furono 2,50 euro nel 2012). Tra i suoi azionisti figura LVMH, che detiene il 23,1% del capitale... per il disappunto della famiglia Hermès. Il braccio di ferro giudiziario fra i due gruppi infatti prosegue.

Versione italiana di Gianluca Bolelli; fonte: AFP

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